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    Una tre giorni di riflessione e di preghiera per i soli dirigenti del Gruppo del sabato sera

    Questo, in sostanza,  è il tipo di condivisione che, a conclusione dell’anno sociale è per il bene integrale dei condannati all’aborto, vogliamo realizzare anche noi con la tre giorni di riflessione e di preghiera nel  Monastero delle Monache Domenicane del Rosario a Lettere in provincia di Napoli, dal 5 alla solennità di san Domenico, 8 agosto 2009. Clicca quì per leggere tutto il programma e vedere foto...

    Via Crucis 2009 "Conclusione"

    Nella Basilica di san Domenico Maggiore a Napoli

      

    Via Crucis, Venerdì   3 aprile 2009, alle 17, 15: Il punto sulla situazione - Con la Madre sulla Via  della Croce  per riorganizzare la speranza  e battezzare anche i bambini che, nel grembo materno,   attraverso manipolazioni selettive e abortive; per legge,  vengono  destinati a morire pure senza battesimo
     
     

    Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 06 aprile 2009 - Sintesi

    Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli  


     Venerdì   3 aprile 2009, alle 17, 15. -  Con la Madre sulla Via  della Croce  per riorganizzare la speranza  e battezzare anche i bambini che, nel grembo materno,   attraverso manipolazioni selettive e abortive; per legge,  vengono  destinati a morire pure senza battesimo.

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     Il Gruppo del sabato sera ( Gruppo Laico Interdiocesano di preghiera ) è online ....  

    www.gruppodelsabatosera.it

     

    Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 27 marzo 2009 - Sintesi

    Venerdì 27 marzo - Per la Vita nascente e per  i diritti dei piccoli che non sono diritti umani piccoli

     

    Occorre organizzare la speranza. Perché le attività umane (Gaudium et spes, ,37) son messe quotidianamente in pericolo dalla superbia e  dall’amore disordinato  di se stessi. Tuttavia esse possono venir purificate e rese perfette  per mezzo della croce  e della risurrezione  di Cristo, che è Signore  e da la vita con il suo santo Spirito.. Redento  da  Cristo e reso nuova creatura nello Spirito Santo,  l’uomo può amare le cose create da Dio, con l’amore stesso  di Dio,  purificando le attività umane nel mistero pasquale.

     

    Inoltre con l’aiuto solidale di tutti gli uomini di buona volontà, si potrà  togliere fra l’altro l’incoerenza  culturale e legale di una conduzione politico-demografica  che, da una parte, è giustamente e seriamente impegnata contro la guerra e nel tenere in vita (vedi spese di detenzione carceraria) criminali di ogni specie mentre dall’altra, autorizza, come conquista di «civiltà!» e questione di «salute!»,  la soppressione sistematica di persone innocenti attraverso la legge sulle pratiche abortive”. Inoltre, anche  a livello di Chiesa,  c’è qualcosa che non è troppo chiaro tra il  giusto riconoscimento dei diritti umani nel grembo materno ai concepiti e il mancato battesimo nel grembo materno agli stessi concepiti, in caso di condanna a morte per aborto. Doloroso certamente e tragico, privarli della vita terrena ma non è per certi aspetti ancora più doloroso privarli anche del battesimo, via ordinaria  necessaria per la vita eterna? – Tanto, non è forse in contrasto con  i meriti  della  Passione di Gesù Cristo “Redentore del genere umano”, con  la sua tenerezza per i bambini (Mc 10,14)  e con il mandato di battezzare dato alla Chiesa(Mt 28,19)?

    La questione del battesimo prima dell’aborto, apre inoltre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini nel grembo materno. Perché con l’Incarnazione,   il Figlio di Dio  volle  assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano;   evento  storico e  salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il  Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”.

     

     

    AFra le quattordici “voci”, ne riportiamo alcune”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo
     

    Prima stazioneGesù, si dona nell’Eucarestia (Mc 14,22-25)  - Riflessione di Mario Penna, “Voce” di chi, bambino, non ha voce:

     

    Dove vai a pascolare, o Buon Pastore? Dove vai? Mi manca la chiave per entrare nei tuoi pascoli e nella tua Chiesa.  Il battesimo d’acqua, è la chiave Tua, Gesù.. Donalo anche a me, Signore, Gesù.

    Riflessione di Rosaria Fiorito.

     

    Quell’unica pecorella che hai  sulle spalle, rappresenta  tutta la  natura umana. L’hai presa con  te,  quando, nel grembo  verginale della tua  madre Maria, sei stato concepito e  ti sei «fatto carne». Da allora, la mia natura umana  appartiene anche a te e, in certo modo, è legata pure con  te. Dove vai  ora, Pastore buono? Dove vai in quest’ora in cui Tu , innocente, sei stato condannato secondo una  legge fatta da uomini? Dove vai   «per servire» (Mc 10,45)   e  per dare «in riscatto» la propria  vita?

    Seconda stazione - Gesù davanti a Pilato (Mc 15, 1-5) Riflessione di Ferdinando Raia, “Voce” di chi, bambino, non ha voce:

     

    “Gesù, Pastore mio, davanti a Pilato anche i sacerdoti sono contro di te e le loro accuse non sono poche, ma  «molte accuse»(Mc 15, 3). In realtà Gesù la storia della  tua passione  non comincia ora con queste accuse bensì da quando eri  ancora nel grembo materno e da quando dovevi nascere e non trovando «posto» per culla, ti fu data una mangiatoia di animali. Piccolo ancora  e non sapevi neppure camminare, per non essere ammazzato da Erode, fosti portato in fretta e di notte,  in Egitto tra le braccia di tua madre sul dorso di un asino. Gesù, Pastore mio, ci sarà qualcuno che vorrà portarmi lontano da coloro  che,  qui ed ora, vogliono la mia morte?

     Riflessione di Antonio Annunziata: Pilato come Erode per uccidere Gesù (Mc 15, 1-5;Mt 2, 13-15)

     

    Gesù, io, piccolo,   sto come stavi tu, davanti ad Erode e davanti  a Pilato «dopo il consiglio tenuto».  Pure contro di me è stato tenuto un certo “consiglio”; in cui hanno deciso di  farmi fuori dal grembo in cui mi trovo.  Gesù, quando anche tu  eri piccolo  nel grembo di tua madre,  intervenne in sogno un angelo per impedire che tu  con tua madre venissi abbandonato «in segreto» (Mt 1,19). Gesù, Pastore mio, «dopo il consiglio tenuto» contro di te e contro di me, ci sarà ancora  un angelo dal cielo per  “salvare”  te e aiutare  anche  me?

    Terza stazione - Gesù, caricato di croce (Mt 27, 31), Riflessione di  Francesca Viscovo,“Voce” di chi, bambino, non ha voce:

     

     « … e lo portarono via» (Mt 27,31).   Con l’aborto, o Gesù,  porteranno via anche me. E non so dove andrò a finire. Ti prego, Gesù,   prendimi con Te. Perché non posso venire anch’io con Te?  Che forse Tu, Gesù,  non  sei  stato “caricato di croce” anche per me? Attirami a Te, Gesù. Mostrami il  posto che nel  Regno tuo,  hai preparato  per tutti e anche per me.  Sarà un posto senza nome, il posto mio? Perché, Gesù,  io non un nome. Pastore buono,  non sei Tu Colui che chiama per nome? Chiama per nome anche me. Perché, possa   ascoltare  anch’io  la  voce  tua; e, grazie alla croce tua, io, che non sento più la  voce di mia madre, potrò seguire Te e la voce tua, nel  Regno tuo, dove finalmente avrò un posto  anch’io e dal quale  nessuno mai  potrà portarmi  “via”.

    Riflessione di Carmela Borriello:

     

     «dopo averlo schernito, … » (Mt 27,31).  Lo scherno, e Tu lo sai o Gesù,  è già come una crocifissione del cuore, specie se il Cuore è grande com’è grande  il Cuore che  hai Tu. Lo scherno, Gesù,  è terribile. Più terribile della spogliazione dei vestiti. È come  una spogliazione dell’anima. Ricordi, Gesù? Lo confidasti Tu stesso ai tuoi amici  più intimi:“L’anima mia, dicesti,  è triste fino a morire”. Gesù, a  chi potrò confidare l’angoscia mia che, dal grembo di mia madre,  sento nel cuore mio  e nella tristezza dell’anima mia?

    Riflessione di Maria Di Micco:

     

    “Perché, o Gesù, anche se io non ho il mantello che avevi Tu. Ho  tuttavia un’anima; fin da quando sono stata concepita. Non sono “materia” da buttare via.  Cuore di Gesù,  ho anch’io   un cuore mio e un’anima mia.. Non farmi buttare via, Gesù. Aiutami, Tu. L’acqua sgorgata dal Cuore tuo, Gesù, donala anche all’anima mia.   Perché, coloro che vengono a portami via  non  lo sanno:   che  il cuore e l’anima, li ho anch’io.

      B   -  Ultima stazione  -  “Ascolta, Signore, il grido del povero” (dal Salmo Responsoriale, 33)

             (Sintesi  dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante)

    Il fine ultimo e determinante della Via Crucis, non è la morte ma la Vita in ogni  sua dimensione. Fin dal grembo materno; grembo che è culla del diritto nascente e sacrario di  vita;  non calvario di morte. Avete sentito il libro della Sapienza?  -“Dicono  tra sé con ragionamenti errati” (Sap  2,1.12-22; Gv  7, 1-2.10.25-30).

    Contro l’immane  flagello dell’aborto,  occorre organizzare la speranza con ogni mezzo lecito affinché non venga ulteriormente elusa la “urgenza umana e civile” di un rimedio etico e  politico a cui oggi nonostante le grandi difficoltà, laici di buona volontà e credenti di ogni popolo e nazione, possono per rispettiva competenza offrire la loro solidale, valida collaborazione. Perché il grembo  materno , in ogni popolo e nazione,  sia riconosciuto e tutelato come culla di diritto alla vita e non sia ridotto a spietato   calvario di morte.

      Dal Cuore di  Cristo  Crocifisso derivarono non solo i meriti per cui l’Immacolata Concezione nel grembo materno,  fu preservata immune da ogni macchia originale ma, dallo steso Cuore aperto, derivarono anche la Chiesa e i Sacramenti per la salvezza di ogni altro essere umano, concepito nel peccato originale. La liberazione dal peccato originale mediante il battesimo vale sia per i nascituri abortiti che per gli altri nascituri che  proseguiranno normalmente la loro esistenza. È certamente molto diverso per il futuro del bambino  vivere o non vivere una maternità in grazia e  in comunione con Dio, sia per la sua vita futura  che per la stessa società. La grazia gratifica e perfeziona la dignità della natura  umana dal concepimento alla morte. «Ad  ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona.  Questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì”  alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica» ( “Dignitas personae”, Istruzione della Sacra Congregazione  per la Dottrina della Fede, 8 settembre 2008,  Introduzione, n. 1).

    Inoltre la questione del battesimo prima dell’aborto, apre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini e non solo di quelli che sono nel grembo materno.

    - Perché con la Sua Incarnazione,   il Figlio di Dio  volle  assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano;   evento  storico e  salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il  Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso.

    La Via Crucis pertanto, vale anche   per riflettere sulla tutela della vita innocente  fin dal grembo materno e non solo.  Perché  Dio   è amante della Vita e  non dimentica  il frutto delle   «viscere» materne  neanche nel caso in cui   tale frutto viscerale  viene dimenticato  dalla sua  propria  madre(Is 49, 1-16). In pericolo di morte, il bambino è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori (Canone 868 § 2). Perché in tutto  l’arco della sua esistenza terrena,  Gesù  meritò anche per i bambini e fu obbediente  al Padre fino  alla morte sulla croce,  allo scopo di essere il Salvatore del genere umano,  a partire dal  suo concepimento nel grembo materno (Lc 1,31-33). 

     Fabio Fiorito coordinatore. 

    Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 20 marzo 2009 - Sintesi

    Venerdì 20 marzo Via Crucis per i bambini uccisi nel grembo materno - Sintesi

     

    Attualmente  specie dopo Obama,  per ragioni molteplici non solo di natura economica e demografica, ma soprattutto per ragioni di interesse  ideologico, politico,  pseudoscientifico e pseudo culturale,  il grembo della madre  è divenuto in realtà il posto meno sicuro per ogni essere umano, indifeso e non autosufficiente. Perché in ogni momento di quei lunghi mesi di gestazione, incombe su quell’“ospite innocente” il pericolo di essere “sfrattato”: anche su di lui, nella culla della vita, incombe infatti l’ombra della morte e il mistero della Croce. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”(Inno della  Passione). Dio dona la vita; non la toglie. Con gli uomini invece, la logica cambia musica:  non bastano la “lingua” e  il “cuore”, se manca una “voce” tanto forte da far valere in quanto persona,  i propri diritti, fin dal  concepimento e per tutto il tempo che uno resta nel grembo della madre.  La Croce invece è il segno dell’amore solidale che Dio ha per tutti e anche per  i piccoli ospiti del grembo materno.

    Le primizie della salvezza infatti furono applicate proprio in quella particolare culla della vita che è il grembo della donna. «Signore Gesù, in sant’Anna e in santa Elisabetta, nell’ultima Cena e sulla Croce, quel che conta per il “posto” nel Regno, lo hai compiuto Tu» (piccola professione di fede cristologica).

    Verbo eterno e creatore, Gesù – lo sappiamo dalla Bibbia -,  volle  “ incarnarsi”; e, restando vero Dio, volle divenire anche vero uomo nel grembo di Maria. Unendo nella Sua unica Persona divina la natura divina impassibile, alla natura umana passibile di ogni uomo,   divenne, per tutti, nel grembo di Maria e fin dal primo istante del suo concepimento,  il Salvatore solidale dell’intero  genere umano.

    Ad ogni contrapposizione egoistica, occorre rispondere con la condivisione solidale. Fin dal concepimento e da quando, al suo  primo mese nel grembo materno di  Maria, Gesù infatti volle condividere con Elisabetta,  nella casa di Zaccaria,  la gioia messianica  dell’incontro e del «saluto»:  segni augurali di  “buona” salute,  di vita e di gioia. L’aborto invece è il segno e  la negazione opposta di tutto questo;  perché è la soppressione, anche legale, di ogni diritto umano a partire da quello primario e fondamentale   della “vita innocente”. Al tempo di Erode, i Giudei, sobillati da persuasori interessati, reclamarono la “morte legale” di Gesù: «Noi, dissero,   abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire» (Gv 19,7).  Non è possibile conoscere  il numero delle voci che allora, in piazza,  chiesero a Pilato la morte dell’innocente Gesù; è possibile invece, pervenire in certo modo,  al numero delle tante voci che, in Italia,  determinarono la codificazione della legge n. 194 del 22 maggio 1978, con la quale oggi si autorizza, a spese dello Stato, la soppressione della vita innocente mediante  l’aborto. Per quelle voci, per noi  e per tutti, durante questa “Via Crucis”,  ripetiamo la stessa preghiera di misericordia e di perdono che, sulla Croce, fece  Gesù: “Perdona, Padre, perdonali”!

     

    AFra le quattordici, ecco tre “voci” relative alla 7^,8^ e  9^,  una ad ogni stazione della “Via  Crucis  2009”, per tutti e in particolare per chi, ancora bambino nel grembo materno, non ha voce sufficientemente forte per reclamare i propri diritti e già “condannato” a non nascere mai con l’aborto, deve morire pure come “colpevole” e  senza battesimo.  

     

     

     

     

     

     

     

      Settima stazione - Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica (Is 53, 2-3) – Riflessione di Luca Balestra,

    “Voce” di chi, bambino, non ha voce :

     

     

     

    Gesù, il mio volto non ha apparenza né bellezza per attirare  gli sguardi. La stessa legge che solitamente e per natura deve riconoscere e  tutelare i diritti, non mi riconosce alcun diritto; neppure quello primario e fondamentale  della vita. In base alla Legge n. 194 del 22 maggio 1978, il Popolo italiano infatti  ha decretato che, disprezzato e reietto, io devo morire. Gesù, anch’io, in certo modo,  sono come te,  che fosti “disprezzato e reietto” anche Tu (Is 53,2-3). Perdono; perdonali, Gesù. Il volto tuo, Gesù,  è in qualche modo,  come il  volto mio:  sfigurato dall’abbandono,  mi ritrovo  “macchiato” da un  peccato che non ho commesso io. Sono  diventato come uno davanti al quale ci si copre il volto: Gesù, estraneo sono per i miei fratelli,  forestiero sono per i  figli di mia madre (Sal 69, 8-9). Gesù, la Veronica asciugò il volto tuo;  ci sarà ancora una donna che vorrà guardare e pulire pure il volto mio? Per l’acqua ad Eluana Englaro, quante voci!   Per me che sono  senza voce, ci sarà ancora qualche  voce? Dal  Cuore tuo aperto a tutti e  per tutti, uscì sangue ed acqua: Gesù, ci sarà ancora pure  per me un po’ di quel sangue e po’  di quell’acqua?

     

    Ottava stazione, Le donne in pianto (Lc 23, 27-28)Riflessione di Teresa  Scialò, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: 

     

    «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e  sui vostri figli» (Lc 23, 27-28). Gesù, Pastore mio, pensavi anche a me quando parlavi dei figli alle donne di Gerusalemme? Dimmi, Gesù, ci sono anch’io nel Cuore tuo e  nel pianto di quelle donne? Ma qui oggi,  chi piange per me? Pastore mio, pure  per  me, come per Te,  è stata decretata la condanna a morte.  E, in certo modo, per un mistero che non capisco, la morte mia si somma alla morte tua: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt 25,40). Grazie, Gesù,  ciò che conta, l’hai pensato e l’hai fatto tu; per tutti e  pure  a me. Grazie, Gesù.  Fammi sapere dove abiti Tu. Al  latte materno negatomi,   supplisca, Gesù,  l’acqua che mi dai tu. Zampilli quell’acqua come sorgente di vita eterna, pure per me.  Ed io, Gesù, col nome mio, verrò  anch’io nel gregge del  pascolo tuo.  Grazie, Gesù,  grazie perché , con me e per me, ci sei  davvero soltanto Tu.

    Nona stazione – Riflessione di Fabio Fiorito, “Voce” di chi, bambino, non ha voce - Gesù è spogliato delle sue vesti: «Si spartirono le sue vesti» (Mt 27, 36-37).

     

    Gesù,  non si contentarono di spartirsi ciò che era tuo; ma, con le vesti,  vollero toglierti pure la vita.  Anch’io, o Gesù,   sono come Te: sacrificato a causa del profitto, mi viene negato pure il diritto alla vita..  Pastore mio, Gesù, perdono come hai perdonato Tu. Ma l ’acqua tua donala anche a me. E  guarda anche a quanti sono   relegati, con me e  come  me,  nel numero senza numero  dei tanti  che  non dovranno  nascere più. Con il tuo Battesimo di luce, splenda verticalmente anche su di me e su di loro,  il sole che sei tu.   Perché la speranza «ultima a morire» sei soltanto tu, Gesù, che sei morto e non muori più. Pastore buono, Gesù,   ci resti e mi resti, soltanto Tu.

    “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”.           

      B   -  Ultima stazione  -  Celebrazione della Messa, rinnovamento del sacrificio della Croce.

       “Signore, tu hai parole di vita eterna.” 

      (Sintesi  dell’omelia  fatta dal sacerdote celebrante)

       Il cuore della legge  e dei Comandamenti  è l’amore a Dio e al prossimo.  Gesù (Mc 12, 28-34) ne ha fatto la norma di vita anche per chiunque vuole camminare sulla sua stessa via. La via della Vita e dell’Amore solidale  anche per i più piccoli, annidati nella culla della vita che è il grembo della madre. L’amore di Dio è in particolare,  un inno biblico  solidale con la vita nascente. Infatti la gioia  e i meriti messianici  di Gesù, avuti nel grembo e partendo  dal grembo,   invasero  non solo il grembo materno di sant’ Anna al concepimento immacolato di Maria  totalmente  «piena di grazia»  (Lc 1, 28; Bolla pontificia “Inneffabilis Deus”); ma invasero  anche il grembo  di Elisabetta nella casa  del sacerdote Zaccaria. Tanto che,  a livello dialogico e comunicativo,  a partire dal “saluto” che  Maria quando era al suo primo mese di gestazione, rivolse ad Elisabetta gestante al sesto mese  nella casa di Zaccaria,  sono “esplosi” di fronte alle meraviglie della vita nascente,  ben  quattro inni di benedizione e di lode che, dopo due millenni, restano ancora tra i più eccellenti  e  tra i più ripetuti della preghiera cristiana, in ogni luogo e in ogni lingua: 1 -  la benedizione di Elisabetta per la madre del Signore: «Benedetta  tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1, 42-43);  2 – l’esultanza  avvertita nel grembo della  madre  e dal grembo materno esternata e condivisa dal piccolo Giovanni  che, bambino ancora  nel grembo, vive e, a modo suo proprio,  fa sentire la sua presenza: «Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44);  3 – il “Magnificat” di Maria, gestante al primo mese: «L’anima mia magnifica il  Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46-47); 4 –  il “Benedictus” di Zaccaria che,  proclama: «Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché  ha visitato e redento il suo popolo, e  ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, come aveva promesso per bocca dei  suoi santi profeti»  (Lc 1, 68-69).

      “Signore, tu solo hai parole di vita eterna”. L’abbiamo detta nel Salmo responsoriale questa invocazione, la ricordiamo ora con dolore nell’omelia pensando ai milioni di bambini che in ogni parte del mondo e  fin dal primo mese del loro concepimento sono estirpati dalla loro culla vitale che è il grembo materno  e senza pietà condannati, per malattia, manipolazioni genetiche e aborto, a non nascere mai. Ad essi, piccoli e preferiti da Gesù, è tolta, per vie di fatto, finanche la gioia battesimale della grazia, meritata in Croce e  anche per loro da  Gesù. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”.

      Il problema del battesimo amministrato, in caso di necessità,  ai bambini che vivono  nel grembo materno,  non è un problema di scarsa importanza  né è problema  isolato;  perché – e lo faceva notare il grande  Pontefice Giovanni Paolo II -, «tanti altri temi fondamentali si intrecciano intimamente con questo: la volontà salvifica universale di Dio, la mediazione unica e universale di  Gesù Cristo, il ruolo della Chiesa sacramento di salvezza,  la teologia dei sacramenti, il senso del peccato originale».

      Il piccolo Giovanni non aveva ancora  voce sufficientemente forte per  proclamare all’esterno tutta  l’esultanza di quell’incontro col bambino Gesù, «frutto benedetto»  del seno di Maria;  però a modo suo proprio e attraverso sua madre Elisabetta gestante,  riuscì ad esternare lo stesso ciò che provava in quel momento e,  pur essendo senza “voce”,  lo fece sapere anche  a Maria.  Come?  Lo rivela a Maria, la stessa  Elisabetta: «appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44).  La scienza, su questo punto, conferma ciò che, tra gestanti,  dice la Bibbia.           

      Fabio Fiorito, coordinatore

    Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 13 Marzo - Sintesi

    “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor: gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal  Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”.  Con questo “saluto” e con questa “invocazione”, vogliamo essere “voce” all’ombra della Croce di Gesù, per tutte le vittime della violenza; ma in modo particolare vogliamo essere “voce” per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”.  Ricordando inoltre l’8 marzo festa della donna, abbiamo premesso, all’omelia fatta dal sacerdote nella Messa   di questo  venerdì 13 c.m.,  l’invocazione o voce vicaria di  tre donne una madre Angela Giordano e due ragazze Marika e Lucia,  a favore dei bambini che con l’aborto, vengono condannati a  non nascere mai e a morire pure senza battesimo.

     

    A Dall’elenco delle quattordici “voci” una ad ogni stazione della “Via  Crucis  2009”, ne riportiamo soltanto tre relative alle stazioni  quarta, quinta e sesta per chi, ancora bambino, ha la lingua ed ha anche il  cuore ma non ha una voce sufficiente forte per reclamare i propri diritti  cosicché, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”.

     

     Marika Lavieri

    Quarta stazione – Gesù «segno di contraddizione» incontra sua madre (Luca 2, 34-35) -  “Voce” per chi, bambino non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Gesù, anch’io sono in certo modo un segno di contraddizione: in mia madre,  non posso incontrare mia madre e il suo sguardo  materno, nel volto.  Lungo la “Via” del Calvario, con tua madre,  ci fu un incontro di cuori lacerati dalla sofferenza più viva; sofferenza viva anche per tua madre,  fin da quando, bambino ancora, Tu, Gesù, fosti presentato nel tempio e fosti preso tra le braccia di Simeone che  a Maria madre tua disse: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Luca 2,34-35).  Gesù,  tu vedi tutto e puoi vedere finanche  quando un’anima viene trafitta dalla spada. Sei la Luce delle genti, Gesù; mostrami la luce del volto tuo. Mentre ti parlo, il volto di mia madre sarà triste. Ed io, nel  grembo suo,  sono come «una cosa qualunque» senza nome.  Gesù, fa che anch’io abbia il mio nome, come l’avesti tu. Per  te, Verbo incarnato e  non ancora nato ma vivo  nel grembo di tua madre Maria,  l’angelo disse: «lo chiamerai Gesù» (Matteo 1, 21; Lc 1, 31).  Gesù, Pastore mio,  ci sarà qualche angelo oppure un Simeone anche per me; affinché prima di morire, mentre vivo in mia madre,  abbia anch’io il nome mio, come l’avesti tu?

     

     

     Angela Giordano

    Quinta stazione Gesù cade sotto la croce (Ebrei 2,18; 12, 2). -“Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Pastore mio, sei caduto anche Tu. E sei caduto anche per me. Tu sei in grado di venire in aiuto mio «Proprio perché sei stato  messo  alla prova ed hai sofferto personalmente» (Ebrei 2,18;12,2). Il tuo stesso  nome, Gesù,  mostra la tua bontà salvifica verso  tutti. E anche verso di me, che neppure  esisterei se, Tu Verbo eterno e creatore,  nel grembo di mia madre con il tuo amore, non mi avessi pensato e creato tu. Per la tua caduta sotto la croce, Gesù, salva mia madre e salva anche me. Amante dei piccoli, Gesù, pensami Tu.

     

     

     Lucia Allocca

    Sesta stazione - Gesù è aiutato da un certo Simone di Cirene (Marco 15, 21)-  “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: - Gesù, tu conosci tutto e sai  come e perché io mi trovo qui.  E sai anche che Simone di Cirene padre di Alessandro e Rufo,  è simbolo di tutti coloro che si sacrificano per alleviare  le pene dei fratelli. Gesù, ci saranno ancora dei Cirenei pure per me e per quanti,  nel grembo materno per malattia o aborto, son condannati a non nascere più? - Scartato  come “cosa inutile” e senza battesimo:  son  condannato come  «colpevole». Se sto qui, Gesù, è perché tu pensi e puoi aiutare  anche a  me, che sono così piccolo. Gesù, Re e Cireneo mio, mi resti solo tu: salvami tu e salvaci tu!

     

    B   -  Ultima stazione  -  Celebrazione dell’Eucarestia,  Sintesi  dell’omelia del sacerdote celebrante.

    “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal  Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Il mondo non è una “vigna affidata a  vignaioli omicidi” (Matteo 21, 33-38). Per la  vittoria della Croce, il mondo è diventato destinatario del vangelo della vita, fisica e spirituale. “Andate, ammaestrate, battezzate” (Matteo 28,19):  queste parole di Gesù “amante della Vita,” suonano urgenti particolarmente oggi, non solo all’interno della Chiesa in cui per disinformazione e ignoranza sull’importanza del Battesimo, si da il caso frequente e crescente  di battezzati che cercano di sbattezzarsi e di genitori “cristiani” che rimandano o non battezzano affatto i loro bambini.   Ma le parole di  Gesù suonano urgenti  anche all’esterno della  Chiesa nel mondo “laico” che, a livello antropologico, si dimostra  sempre più favorevole ad un allargamento delle maglie legislative che con l’aborto autorizzano di fatto la soppressione ingiusta e  inumana   di  un “soggetto umano” indifeso e innocente; tanto,  per ragioni poco chiare o, spesso, di interesse  ideologico, economico, politico,  pseudoscientifico e, in ogni caso, ritenendo la vita nascente  non meritevole  di tutela. In contrasto con la ragione e con la giustizia. Perché tutti quei bambini che, fin dal loro concepimento, quindi anche prima di nascere e  durante la loro permanenza  nel grembo della madre, sono, in quanto soggetti umani, titolari personali  dei diritti umani allo stesso modo dei bambini già nati e, come i bambini nati,   destinatari della redenzione operata da Cristo in Croce.  Questo risulta fra l’altro ribadito anche se in circostanze, accenti e toni diversi,  dalla Bibbia, dalla scienza e  da due documenti ufficiali della Chiesa: la Bolla “Ineffabilis Deus”, con cui nel 1854, Pio IX definì e proclamò il dogma dell’Immacolata  Concezione, perché «redenta fin dal  suo concepimento, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano» (DENZ-SCHÖNM, 2803), e la “Dignitas personae”, Istruzione  della Sacra Congregazione della  Fede “su alcune questioni di  bioetica”, a proposito delle quali, al  n. 1,  è detto che al centro della riflessione etica, va posto questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana: «Ad ogni essere umano, dal concepimento  alla morte naturale,  va riconosciuta la dignità di persona». Documento pubblicato con l’approvazione del Papa Benedetto XVI il 20 giugno 2008.

    In quanto “persona”, quindi,  “ad ogni essere umano” anche prima di nascere, va riconosciuto  il “diritto” e la dignità di sentirsi tutelato nella vita fisica e, con il battesimo, sentirsi tutelato anche nella vita spirituale.  Infatti «I feti abortivi, se vivono, nei limiti del possibile, siano battezzati»: canone 871 del diritto ufficiale della Chiesa  Cattolica, diritto valevole  per i  battezzati e valevole nel rispetto della libertà di coscienza, anche  per quei laici non battezzati che, operando nelle strutture sanitarie statali o private,  possono in caso di necessità, amministrare validamente il battesimo per conto della  Chiesa e secondo quanto intende la Chiesa stessa; la quale,  pure  in quella circostanza di pericolo mortale e in virtù del mandato stesso ricevuto da Gesù, si preoccupa maternamente di assicurare al feto battezzando,  il dono prezioso della vita soprannaturale ed eterna, meritata dal  prezzo salvifico ed universale  dell’Incarnazione e  della  Croce di Cristo, Salvatore «del genere umano».  Tanto, nel rispetto delle rispettive competenze dello Stato e della Chiesa;  perché, nel progetto dell’uomo a servizio dell’uomo,  il mondo intero non è  una “vigna affidata a  vignaioli omicidi”.

    Fabio Fiorito, coordinatore

    Via Crucis 2009 In San Domenico Maggiore a Napoli - Sintesi del 06 Marzo

    Speciale “Mysterium fidei” la VIA CRUCIS  2009  In San Domenico Maggiore a Napoli

    Venerdì 6 Marzo 2009

    La mia voce ai piedi della croce pure per chi, troppo piccolo, non ha voce 

     

     

    La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore  di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti.

    Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae  per generazione, tutti sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori;  con il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi. I bambini a cui viene negato il Battesimo,  vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori  ed esclusi dall’enciclopedia dei santi.  Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce”  (Vangelo di Matteo, 12,32).

    A Elenco delle quattordici “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009” , per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”.

    B – “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia  - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante,  padre Giacinto Cataldo:

     

     A) Hanno letto le Riflessioni “ Voce di chi, bambino, non ha voce..” :

     

    Prima stazione: Gesù, si dona nell’Eucarestia  Fabio Fiorito

    Seconda stazione:Gesù, davanti a Pilato Teresa Scialò

    Terza stazione: Gesù, carico di croce Ferdinando Raia

    Quarta stazione: Gesù, <<segno di contraddizione>> incontra sua Madre Marika Lavieri

    Quinta stazione:Gesù, cade sotto la croce Angela Giordano

    Sesta stazione: Gesù, è aiutato da un certo Simone di Cirene Simona Ciniglia

    Settima stazione: Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica Rosaria Fiorito

    Ottava stazione:Le donne in pianto Sara Luni

    Nona stazione: Gesù, è spogliato delle sue vesti Francesca(Nome di Battesimo)

    Decima stazione: La crocifissione Emiliana (Nome di Battesimo)

    Undicesima stazione: Gesù, muore in croce Pina Cipollaro

    Dodicesima stazione: Gesù, è deposto dalla croce Ornella Russo

    Tredicesima stazione: Gesù, è deposto nel sepolcro Mario (Nome di Battesimo)

    Quattordicesima stazione: Gesù, risorge Lucia Allocca

     

    B) Ultima stazione: “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia  - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante, padre  Giacinto Cataldo:

     

    Nel segno della croce, la “carne”, l’ Eucarestia e il “Verbo” fine dell’inizio e l’inizio del compimento.

    In questo primo venerdì di Marzo, nel segno della Croce “fine dell’inizio e inizio della fine o compimento”, con la Messa all’altare del Crocifisso che parlò a san Tommaso d’Aquino,   concludiamo la “Via  crucis”;  durante la quale abbiamo cercato di sostare accanto  e con chi ha perso la speranza con ogni legame affettivo e  sta per perdere, con l’aborto,   fin’anche l’ultimo  legame che gli resta, quello  della vita. Troppo piccolo e “prigioniero” per fuggire o difendersi,  non gli resta  neppure  “voce”  per gridare al mondo la propria angoscia.

        Gesù  “morente sulla croce”  affidò  tutti (compresi i feti abortivi?!), alla sua stessa  Madre la beata Vergine Maria e, attraverso  Lei, li affidò anche alla madre  Chiesa.  Tanto che,  a nome del Popolo santo di Dio, nella Messa, il Sacerdote celebrante prega così: “Dio Padre di misericordia, il tuo unico Figlio morente sulla croce ha dato a noi la sua stessa madre la beata Vergine Maria; fa che, sorretta dal suo amore la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli ed unisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”.  Così nella Messa, in onore di Maria madre della  Chiesa, secondo il “Messale  romano”  (2^ Ed. it., p. 849).

    La Chiesa perciò è consapevole che la salvezza può essere raggiunta unicamente in Cristo per mezzo dello Spirito;  e, d’altra parte come madre e maestra, è anche consapevole  che non può rinunciare a riflettere sulla sorte di tutti gli esseri umani creati a immagine di Dio, e in modo particolare dei più deboli e di coloro che non sono ancora in possesso dell’uso della ragione e della libertà; specie in questi ultimi tempi,  nei quali a livello di manipolazioni genetiche si va perdendo la dignità altissima di ogni essere umano in quanto persona e a livello ecclesiale  si è rivelata inadeguata alla luce di una più matura riflessione la stessa  teoria teologica del Limbo, peraltro mai entrata nelle definizioni  dogmatiche del Magistero.  Tanto, tenendo conto  pure del principio  della gerarchia delle verità nel contesto del disegno universale di Dio, dell’unicità e dell’insuperabilità della mediazione  di Cristo nonché della sacramentalità della stessa Chiesa in ordine alla salvezza anche dal peccato originale.   Risulta certamente eccellente  l’indagine fatta e articolata sul piano biblico, patristico e magisteriale, a  cura della Commissione Teologica Internazionale,  una indagine che, dopo l’approvazione previa di Benedetto XVI  nell’udienza concessa il 19 gennaio 2007,  è stata pubblicata con il titolo: “La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza battesimo”, - eccellenti  in particolare  i  nn.  da 1 a 69:  «Historia  quaestionis»,  «Inquirere vias Domini».  Il testo di riferimento, l’ho preso da “La Civiltà Cattolica” (II volume del 5 maggio 2007, pp. 251-264).

                                 Tuttavia questa rassegna per quanto eccellente, non soddisfa per ogni aspetto e quindi  non risponde adeguatamente al problema odierno del Battesimo amministrato nel grembo materno ai feti viventi condannati d’aborto.  Legittima quindi  è la seguente domanda: “Esiste nella tradizione  anche recente della Chiesa “un qualcosa” che,  già riconosciuto ed approvato  dalla Chiesa stessa, possa poi costituire nel contesto della Bibbia e della scienza attuale,  motivo  di  “ragionevole”  attendibilità  che  il mandato di «battezzare»,  consegnato dal Risorto alla sua Chiesa,  sia estensibile in caso di necessità, e quindi  applicabile anche nel grembo della madre ai quei  feti viventi che oggi per malattia, razzismo  o aborto, vengono, a livello medico, alcuni “salvati” e altri invece, “discriminati e condannati” a non nascere mai?   

                            Questo in sostanza è il significato della “Via Crucis”  odierna che si conclude  all’insegna della croce e dell’eucarestia, quale “fine e inizio del compimento” da noi  auspicato; e cioè che, per i meriti  del Figlio morente sulla croce, la beata madre  Maria  sorregga con il suo amore la Chiesa; che è sacramento universale di salvezza: affinché sempre più feconda nello Spirito, essa possa esultare sempre di più,  pure  per la santità battesimale dei bambini divenuti, per il Regno che non muore, “ figli suoi”  nel grembo della loro madre terrena; e possa inoltre esultare quanto prima per l’unione di “tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”.

    Venerdì, 6 marzo 2009: Via Crucis, in San Domenico Maggiore – Napoli. Sintesi. 

    Fabio Fiorito, coordinatore

     

    Speciale "Via Crucis 2009" in San Domenico Maggiore a Napoli.

    Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009 alle 17,30 in San Domenico Maggiore

    VIA CRUCIS 2009   EUCARESTIA  -   CROCE   -   RISURREZIONE

    Con la “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”

     

     

     Alle 17,30 di ogni venerdì di Quaresima, speciale “Via Crucis 2009” in San Domenico Maggiore a Napoli, per evitare “un vuoto reale” nella  “Bibliotheca  Sanctorum”, nell’Enciclopedia dei Santi.

     

    L’iniziativa è organizzata da un gruppo  interdiocesano di laici che ogni sabato sera si incontra dopo le 18, presso la stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco (NA).

    Allo scopo di bloccare in qualche modo  “il vuoto” che continuamente  si  determina nella Biblioteca dei Santi ogni volta che un “biglietto”   già pagato da Gesù in Croce resta  non utilizzato,  è stato deciso di celebrare  ogni venerdì di Quaresima 2009 nella basilica di San Domenico Maggiore (NA) alle 17,30, una speciale Via Crucis “senza stazioni” per tutti  i biglietti che, “pagati” in Croce da Cristo anche per i condannati d’aborto, vengono  attraverso il mancato battesimo, tralasciati come biglietti “inutilizzati”; determinando così un vuoto reale nella “Bibliotheca sanctorum”:  “santi”secondo la Bibbia sono infatti anche i semplici battezzati (2Corinti 1,1; Efesini 1,1; Filippesi 1,1; Colossesi 1,2).

     

    Il problema riguarda non solo i bambini “nati” che con il mancato battesimo vengono di fatto  privati dei grandi benefici derivanti dalla “comunione dei santi” frutto della croce di Cristo, ma riguarda anche e in particolare,  tutti i bambini viventi e ”non  nati” che,  nel grembo materno  per malattia o aborto, vengono condannati  due volte e cioè a non nascere più con l’aborto, e con il mancato  battesimo,   a dover morire pure da “colpevoli”.  Pur avendo fin «dal concepimento alla morte naturale», gli stessi diritti e la stessa “dignità” di «ogni essere umano» (Congregazione per la  Dottrina della  Fede,  Istruzione “Dignitas personae”, n. 1), i bambini non nati vengono di fatto “discriminati” due volte, rispetto ai bambini nati; i quali se vivono  vengono battezzati senza indugio (canone 871) e, in caso di morte imminente, anche contro la volontà dei genitori (canone 868, § 2);  in virtù della Parola di Dio (Isaia 49, 15-16; Matteo 28,19) e  della stessa funzione di santificare che ha la Chiesa (canone 834 §§ 1 e 2).

     

    Simboli usati:  la “Croce” (segno del riscatto “versato”), il cane (simbolo di fedeltà), due luci (Cristo, luce pasquale  partecipata ai battezzati), due icone di “salvati”, San Domenico e Santa Caterina,  che con i “biglietti pagati in croce e utilizzati” , sono stati inclusi ufficialmente  nella “Bibliotheca sanctorum”. In quell’Enciclopedia, questo il senso dell’iniziativa,  non restino “vuoti” i posti dei bambini che nel grembo materno  per malattia o aborto vengono condannati  due volte e cioè a non nascere più con l’aborto e, con il mancato  battesimo,   a dover morire pure da “colpevoli”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.

     

    La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore  di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti.

    Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae  per generazione, tutti eccetto l’Immacolata,  sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori;  per il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi.  I bambini a cui viene negato il Battesimo,  vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori  ed esclusi dall’enciclopedia dei santi.  Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce (Vangelo di Giovanni, 12,32).  «Il Padre vostro vuole che non si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Vangelo di Matteo, 18, 10.14; 19, 14). Allo scopo di colmare un vuoto, in ogni venerdì di Quaresima 2009 alle 17,30 nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, ci saranno quattordici  “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.

    Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009 

    Fabio Fiorito, coordinatore.

     

     

    Recitiamo il Rosario pure per i condannati d'aborto "11 febbraio 2009" (parte prima)

    RECITIAMO IL ROSARIO PURE PER I CONDANNATI D’ABORTO

    (download documento completo)

     

     

    L’esecuzione abortiva della condanna a morte contro un innocente per giunta proprio figlio  annidato nel grembo materno, è ad ogni livello  un crimine senza pari.  A causa di molteplici circostanze non solo economiche e demografiche ma soprattutto politiche e pseudo culturali, il grembo della madre, oggi, è  il posto meno sicuro per un essere umano, indifeso e non autosufficiente. Occorre  perciò “organizzare la speranza” con ogni mezzo lecito e, conoscendone  la potenza, “usare” anche il Rosario di Maria:  affinché non venga più ulteriormente elusa la “urgenza umana e civile” di un rimedio politico contro l’immane  flagello dell’aborto,  a cui oggi nonostante  le grandi difficoltà,   Stato e  Chiesa, laici di buona volontà e credenti di ogni popolo e nazione,  possono  per rispettiva competenza  offrire la loro solidale, valida collaborazione.  Inoltre sul piano specifico della fede e della ragione, della Bibbia e della scienza,  occorre organizzare la speranza  per discernere se, in base al mandato di battezzare dato da Gesù e alle solite condizioni stabilite dalla Chiesa, non siano da includere  tra i destinatari battezzandi anche i  bambini che, nel grembo materno, per malattia o aborto vengono destinati a non nascere più.   Conoscendo la potenza del Rosario, imploriamo la misericordia  divina e l’aiuto della  Vergine Maria: che proprio per i peccatori  fu concepita immacolata nel grembo materno di sant’Anna,  in virtù dei “ meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano”;  genere umano a cui in quanto persone e per diritto di natura, fin dal loro concepimento, appartengono pure i non nati  condannati d’aborto, portatori anch’essi fin dal loro concepimento,  degli stessi diritti dei bambini già nati e come loro “ soggetti capaci”, di ricevere nel grembo materno, il Battesimo “via ordinaria di salvezza” e sacramento  “efficace”  della fede amministrato dalla Chiesa per mandato divino dello stesso Gesù.

     

     

     

     

    N o t a, su alcune ragioni della nostra speranza:  Con l’Incarnazione, Dio non sta  “fuori, alla porta”. La Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, il giorno 8 settembre 2008, con la Istruzione “Dignitas personae ”(n.1), ci ha detto che «Ad ogni  essere umano, dal concepimento alla morte,  va riconosciuta la dignità di persona»; in data  20 ottobre 1980,  la stessa Sacra Congregazione per la Dottrina della fede, ci ha dato  la Istruzione sul Battesimo dei bambini;  - “Istruzione” che, a determinate condizioni, stabilite dalla Chiesa, è valida anche per i feti abortivi: perché il Diritto canonico ci dice che “capace di ricevere il  battesimo è ogni uomo non ancora battezzato” (Con. 864); compresi “i feti abortivi, se vivono” (Canone 871) e in pericolo di morte, anche contro la volontà dei genitori, comunque siano cattolici o non cattolici (Canone 868 §2).

     

     

     

    Guida - Il nostro aiuto è nel nome del Signore.    - Egli ha fatto cieli e terra.

     

    1° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, per il Battesimo, dimori in me:  io credo,  amo, adoro, lodo e benedico  Te, in me  - abbi pietà di me, dei condannati d’aborto e del mondo intero.

     

    Guida -  Gesù, dall’alto della croce, a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù.

     

    2° lettore - Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che  l’eterno Padre ti ha dato sugli angeli e sugli arcangeli, salvaci (1°), proteggici (2°), guidaci (3°), santificaci (4°) e governaci Tu (5°); - mandaci una legione di  angeli con a capo san Michele Arcangelo, san Domenico nostro Padre,  santa Caterina da Siena, san Giacinto   e tutti i Santi, affinché, nella  Chiesa e con la Chiesa, siamo liberati dal maligno e   guariti,  per servirti nel modo che a Te è più gradito.

     

    3° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù, Tu sai che io Ti amo, mi affido a Te: perdono, perdonaci Gesù.

     

    Tutti -  Gesù mio,  - per la tua incarnazione, perdona le nostre colpe, -  preservaci dal fuoco dell’inferno, -  porta in cielo tutte le anime, -  specialmente le più bisognose della Tua misericordia

     \\  e se vuoi Tu, con il Battesimo amministrato dalla Chiesa, -  porta in cielo tutti i bambini -  specie se nel grembo materno per malattia o aborto,  - vengono condannati a non nascere più (Gv 3,4-5). \\   Figlio di Davide  e “Dio con noi, Gesù,  in sant’Anna e  in sant’Elisabetta,  nell’ultima Cena e sulla Croce, ciò che conta per il  «posto» nel Regno,  lo hai compiuto Tu.

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù.

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

     

    4° lettore -  Gesù  dall’alto della croce, come figli,  ci ha affidati a Te Immacolata e nuova Eva:  pensaci Tu, madre nostra e madre di Gesù.

    Recitiamo il Rosario pure per i condannati d'aborto (parte seconda)

    Guida ai  Misteri della Gloria

     

     

    Guida - Primo mistero - La Risurrezione di Gesù.

     

    1° lettore -  O Maria,  a Gloria della Trinità e insieme con Gesù, che è risorto da morte  per noi:  salvaci.  

     

    2° lettore -   La Risurrezione: “So che cercate Gesù il  crocifisso: Non è qui. È risorto come aveva detto” (Mt 28, 5-6)

     

    Coordinatrice dei canti,

     

    - sul motivo di Lourdes:  “I figli  d’Adamo non gemono più; è vinta la morte, risorto è Gesù! Ave, Ave, Ave Maria. 

     

    Guida - Questa breve pausa di silenzio, è per quei “figli di Adamo” che sono i condannati di aborto: chiediamo che col battesimo diventino anch’essi da “figli” di Adamo peccatore, a figli della  Luce e  dell’unico Padre che è  Dio.

     

    Padre nostro  (a cori alterni)…;

     

    Tutti - 10 volte -  Ave Maria, piena di grazia, il Signore  è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù (Guida - breve pausa di silenzio, per ogni  frutto del grembo che non viene benedetto e per  malattia o aborto,  viene condannato a non nascere più).

     

    3° lettore - Gesù, che è  risorto da  morte per noi.

     

    4° lettore -  Per la tua Immacolata concezione: salvaci, o Maria.  

     

    Guida  - dopo la decima Ave: Salvaci Tu Mediatrice  grande,  tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie:  rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28),  sii per noi,  per i condannati d’aborto  e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo e   il suo popolo.

     

    Tutti -  Santa Maria, Madre di Dio,  prega per noi peccatori, adesso  e nell’ora  della nostra morte. Amen.  Gloria al Padre … ;

     

    5° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo:  io credo,  amo, adoro, spero,  lodo e benedico  Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto  e del mondo intero.

     

    6° lettore -  Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù, Tu sai che io ti amo:  mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù.

     

    Tutti - Gesù mio, per la tua Incarnazione

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

     

     

    Guida – Secondo mistero, L’Ascensione di Gesù:  

     

    1° lettore -  O Maria,  a Gloria della Trinità e insieme con Gesù che è asceso al cielo per noi: proteggici.

     

    2° lettore  - “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio” (Mc 16, 19).

     

    Coordinatrice dei canti,

     

    - sul motivo di Lourdes, canto:  “Dal  cielo, ove ascese, Gesù tornerà, e il mondo e le genti Ei giudicherà! Ave, Ave, Ave Maria. 

     

    Guida – Questa pausa di silenzio è per la conversione di coloro che, per ignoranza o mala fede, praticano l’aborto e l’eutanasia.

     

    - Padre nostro  (a cori alterni)…; 

     

    Tutti - 10 volte -  Ave Maria, piena di grazia, il Signore  è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

     

    Guida - Questa breve pausa di silenzio, è per i  bambini abortivi che  nessuno benedice e sono condannati a morire: Gesù è asceso al cielo anche per essi.

     

    3° lettore -  Gesù, che è  asceso al cielo per noi.

     

    4° lettore -  Per la tua Immacolata concezione:  proteggici, o Maria.

     

    Guida - dopo la decima Ave -  Proteggici Tu Mediatrice  grande,  tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie:  rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28),  sii per noi,  per i condannati d’aborto  e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo  e   il suo popolo.

     

    Tutti - Santa Maria, Madre di Dio,  prega per noi peccatori, adesso  e nell’ora  della nostra morte. Amen.  Gloria al Padre … ;

     

    5° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo:  io credo,  amo, adoro, spero,  lodo e benedico  Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto  e del mondo intero.

     

    6° lettore -  Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo:  mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù

     

    Tutti -  Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe …

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

     

     

    Guida – Terzo mistero: Gesù invia lo Spirito Santo sulla Chiesa 

     

    1° lettore - O Maria, a Gloria della Trinità e insieme con Gesù che inviò lo Spirito Santo per noi:  Guidaci

     

    2° lettore -  La Pentecoste.   Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si  posarono su ciascuno di loro; ed  essi  furono tutti ripieni di Spirito  Santo (At 2, 3-4). 

     

    Coordinatrice dei canti,

     

    - sul motivo di Lourdes -  “In noi, vieni o Spirito  santificator: rinnova i prodigi del primo fervor. Ave, Ave ……

     

    Guida – Questa pausa di silenzio, è per condannati d’aborto affinché ricevano anch’essi  la grazia battesimale dello Spirito santificatore.

     

    Padre nostro  ( a cori alterni) …;

     

    Tutti - 10 volte:  Ave Maria, piena di grazia, il Signore  è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il    frutto del tuo seno, Gesù

     

    Guida - breve pausa di silenzio, per una  speciale “benedizione” alle mamme dei condannati d’aborto e in particolare a quelle che rifiutano di abortire.

     

    3° lettore - Gesù, che ha inviato lo Spirito Santo per noi.

     

    4° lettore -  Per la tua Immacolata concezione: guidaci, o  Maria.

     

    Guida -   Dopo  l’ultima Ave:  guidaci tu Mediatrice  grande,  tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie, sii per i condannati d’aborto, per noi  e per tutti come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo e per  il suo popolo.

     

    Tutti -  Santa Maria, Madre di Dio,  prega per noi peccatori, adesso  e nell’ora  della nostra morte. Amen.  Gloria al Padre … ;

     

    5° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo:  io credo,  amo, adoro, spero,  lodo e benedico  Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto  e del mondo intero.

     

    6° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo:  mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù.                        

     

    Tutti -  Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe …

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

    Recitiamo il Rosario anche per i condannati d'aborto (parte terza)

     

    Guida -  4° mistero:  Maria è assunta nella  Gloria, in anima e corpo.

     

    1° lettore -  O Maria, a Gloria della Trinità e insieme  con Gesù che ti assunse in cielo per noi:  Santificaci.

     

    2° lettore - “Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e santo è il suo nome” (Lc 1, 49). “Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi  e immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1, 3-4).

     

    Coordinatrice dei canti,

     

    - sul  motivo di Lourdes:  “In cielo è portata accanto a Gesù: la Vergine Santa, ci aspetta lassù! Ave, Ave Maria ..

     

    Guida  In questa pausa di silenzio, pensiamo alla “Vergine  Santa” che, resa Immacolata nel grembo materno di sant’Anna, «aspetta lassù» » anche i condannati d’aborto per i quali preghiamo affinché non  vengano condannati due volte e cioè  nella vita fisica con l’aborto e in quella spirituale con  il mancato battesimo.

     

     

    Padre nostro  (a cori alterni)…;

     

    10 volte:  Ave Maria, piena di grazia, il Signore  è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù

     

    Guida - pausa di silenzio per quanti nel seno materno, senza battesimo e con l’aborto, di fatto, sono  estromessi dalla “via ordinaria” della grazia battesimale condizione ordinaria per essere portati accanto a Gesù.

     

    3° lettore -  Gesù, che  ti ha assunta in cielo per tutti.

     

    4° lettore -   Per la tua Immacolata concezione santificaci o Maria.

     

    Guida - dopo la decima Ave - Santificaci Tu Mediatrice  grande,  tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie:  rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28),  sii per noi,  per i condannati d’aborto  e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo  e   il suo popolo.

     

    Tutti - Santa Maria, Madre di Dio,  prega per noi peccatori, adesso  e nell’ora  della nostra morte. Amen.  Gloria al Padre … ;

     

    5° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo:  io credo,  amo, adoro, spero,  lodo e benedico  Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto  e del mondo intero.

     

    6° lettore -  Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo:  mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù.

     

    Tutti -  Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe …

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

     

     

    Guida -    mistero - Maria coronata Regina degli Angeli e dei Santi.

     

    1° lettore  -  O Maria, a Gloria della Trinità e insieme  con Gesù che ti coronò Madre e Regina per noi: Governaci

     

    2° lettore -  “Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle (Apoc 12, 1).

     

    Coordinatrice dei canti,

     

    - sul  motivo di Lourdes:  “Maria, dei Santi Tu sei lo splendor: con Te la dolcezza, la gioia, l’amor! Ave, Ave Maria ..

     

    Guida – in questa  pausa di silenzio, pensiamo ai condannati d’aborto privati della vita e  di ogni dolcezza, gioia e amor

     

     

    Padre nostro (a cori alterni)…;

     

    10 volte:  Ave Maria, piena di grazia, il Signore  è con te. Tu sei  benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù .

     

    3° lettore -  Gesù,  che in cielo ti ha coronata Madre e Regina per noi.

     

    4° lettore -  Per la tua Immacolata concezione governaci

     

    Guida - dopo la decima Ave -  Governaci Tu Mediatrice  grande,  tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie:  rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28),  sii per noi,  per i condannati d’aborto  e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo  e   il suo popolo.

     

    Tutti - Santa Maria, Madre di Dio,  prega per noi peccatori, adesso  e nell’ora  della nostra morte. Amen.  Gloria al Padre … ;

     

    5° lettore -  Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo:  io credo,  amo, adoro, spero,  lodo e benedico  Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto  e del mondo intero.

     

    6° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo:  mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù

     

    Tutti - Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe …

     

    Guida -  Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata  Madre,  l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù

     

    (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43).  \\

     

    * -  O  Maria,  concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).

     

     

     

     

     

    Consacrazione all’Immacolata dello Spirito Santo.

     

     

    Immacolata dello Spirito Santo, sei la cara Mamma nostra: Ci consacriamo tutti a Te, Madre d’Amore;  e ti affidiamo tutti  i bambini che nel grembo materno per malattia o aborto son condannati a non nascere più. Dacci fede, speranza e virtù. Donaci tutto il Tuo Gesù. Splenda  sempre in noi la Tua Grazia. Regni sempre in noi la Tua Pace. Viva sempre in noi il Tuo Amore. Raccoglici tutti nel Tuo Cuore. Famiglia e Cenacolo Tuo. Facci  tutti un  Cuor solo ed un’anima sola. Rendici in Te, tutti … Amore, uniti a Gesù. Amen.

    A Gesù, missionario venuto per noi dal seno del Padre. (parte quarta)

    A Gesù, missionario venuto per noi dal seno del Padre.

     

     

    Signore Gesù,  con questo Rosario recitato insieme alla scuola di san Domenico e di santa Caterina da Siena, vogliamo presentarti l’immenso corteo di quei fratelli più piccoli che nel seno materno,  per malattia o aborto vengono  condannati a non nascere più. Creati da Te Verbo del Dio  immortale, sono anch’essi destinatari della redenzione compiuta da Te Figlio unico, morto come uomo per tutto il genere umano. Infatti Tu Verbo eterno e creatore, sei venuto per abbracciare con l’amore del Padre (Is  49,15) tutti, compresi  i figli dimenticati nelle «viscere» materne. Perché Tu sei il Redentore e il Salvatore dell’intero genere umano a cui per diritto di natura appartengono anche i concepiti  non ancora nati e che nel grembo materno vengono  per malattia o aborto, condannati a non nascere più. Non eri ancora nato quando, Tu Gesù, portando a compimento la speranza dell’antica Eva vittima dell’avversario ingannatore  il diavolo «Ella ti schiaccerà il capo» (Gen 3, 15):  in previsione dei tuoi stessi meriti,  preservasti immune la nuova Eva, Maria,   dalla colpa originale fin dal suo concepimento rendendola Immacolata  nel grembo di sant’Anna; poi all’annuncio dell’Angelo Gabriele, avendola  prescelta come  Madre, Tu fosti concepito nel grembo suo verginale per opera dello Spirito Santo, e così “fatto carne”, prendesti dimora tra noi, come “Dio con noi”, l’Emanuele.  Inoltre non eri ancora nato ed eri soltanto  agl’inizi del tuo primo mese all’interno del grembo di Maria  tua nuova dimora,  quando, insieme con  Lei primizia missionaria dei salvati,  compisti nella casa di Zaccaria come portatore di gioia, il tuo primo viaggio missionario storicamente accertato, in aiuto di Elisabetta incinta al sesto mese e in aiuto del bambino che ella nella sua vecchiaia, portava nel grembo.

     

    Ti preghiamo Gesù,  per tutte le madri  di ogni popolo e nazione, e in  modo speciale con l’amore di san Domenico e santa Caterina,   ti preghiamo per la madri  dei bambini non ancora  nati e di quelli condannati a non nascere più.

    Essi, non avendo trovato pietà neppure nel cuore della loro mamma, si vedono costretti   con la copertura  legale dello  Stato, ad  essere estromessi dal grembo materno e di fatto condannati due volte, nella vita fisica con l’aborto e nella vita dell’anima con il mancato  Battesimo (Gv 3, 4-5; Mt 28, 19).  Concepiti nel “peccato” fin dall’origine,  vengono  condannati, senza loro colpa,  da colpevoli.  Troppo piccoli e incapaci di difendersi da soli, essi, di fatto,  sono emarginati e  abbandonati da tutti. Signore Gesù, “Pietra scartata”,  Salvatore dei perduti,  avvocato di coloro che non sanno quel che fanno, pensaci Tu:  e se vuoi Tu con il Battesimo amministrato dalla Chiesa, porta in cielo anche i bambini che, nel grembo materno, per malattia o aborto vengono condannati a non nascere più.

     

    Per intercessione di Maria Immacolata, di san Domenico nostro padre e di santa Caterina da Siena, concedi a noi  di testimoniare in vita e in morte la fede del nostro  battesimo,  di adorarti con tutta l’anima e di amare tutti compresi i condannati d’aborto,  nella carità dell’unico  Padre  celeste che, per tutti,  è Dio «ricco di misericordia». Amen.

    Alla Madonna dell’Arco, segnata col sangue nel mistero della sua Annunciazione (parte quinta)

    Alla Madonna dell’Arco, segnata col sangue nel mistero della sua Annunciazione

     

    R|- Ora e sempre  benedetto sia il sangue di  Gesù unito al sangue sgorgato dal volto ferito di Maria.

    O Maria dell’Arco, immacolata e addolorata, segnata nel sangue circondata di stelle nel mistero della tua Annunciazione e della  tua  maternità, noi ti salutiamo anche  come  Regina del  preziosissimo  Sangue; poiché il Sangue divino vincolo che ti lega a Gesù,  è il titolo  supremo della tua regalità sui condannati d’aborto e sul mondo intero. Tu lo hai dato al Figlio di Dio. Ti sei unita all’offerta del Sangue che l’Agnello immacolato, Gesù, ha versato per la riconciliazione di Dio con gli uomini e tra di loro. Per questo sei per noi  Madre nell’ordine della grazia e Dispensatrice dei benefici della redenzione su tutti i tuoi figli qui in terra compresi i condannati d’aborto nel grembo materno, e  sulle  Anime  Sante del Purgatorio.

     

    R|- Ora e sempre  benedetto sia il sangue di  Gesù unito al sangue sgorgato dal volto ferito di Maria.

    Ti preghiamo , o Maria, ottienici con la tua intercessione una più larga effusione di questo Sangue adorabile sulle vittime della violenza specie le più bisognose di misericordia; su di noi, sul Papa, sui Vescovi, sui  Sacerdoti, sulle persone consacrate, sui poveri, sui fedeli laici e su tutti, perché, purificati e rinnovati nel Sangue di Cristo, tutti compresi i bambini abortiti,  possano raggiungere la piena comunione con Dio e celebrare  il trionfo  del Sangue dell’Agnello nella Gerusalemme del  Cielo . Amen.

     

    R|- Ora e sempre  benedetto sia il sangue di  Gesù unito al sangue sgorgato dal volto ferito di Maria.

     

    - A san Giuseppe. O glorioso Patriarca S. Giuseppe, che fosti  capo, protettore, gioia  ed edificazione della sacra Famiglia, ti raccomando tutte le famiglie cristiane, delle quali fosti il perfetto  esemplare, e la Chiesa universale di cui  sei celeste Patrono. Ma in modo tutto speciale ti raccomando  ogni  famiglia specie se, per le più svariate circostanze, si trova di fronte all’alternativa dell’orrenda esecuzione abortiva di un innocente non autosufficiente e troppo piccolo per difendersi.  Impetra luce e forza per tutti, affinché  quell’innocente sia salvato e si trovi chi sia disposto ad aprigli il cuore e le braccia in una casa accogliente, con l’amore con cui tu accogliesti nella tua casa,  il bambino Gesù. Amen.

    - A san Domenico per i condannati d’aborto. O fedelissimo imitatore di Cristo, Santo Patriarca Domenico, che alla stola candidissima dell’innocenza battesimale accoppiasti sempre  tutti i rigori della cristiana  penitenza, al dono di una continua e strettissima unione con Dio, le più svariate, gravose e feconde fatiche  dell’apostolato e uno zelo ardentissimo  per la purità della Fede, una sì tenera  compassione per gli erranti e per i peccatori, da versare per essi sudori, lacrime e sangue, oltremodo bramoso  altresì di profondere anche la propria vita: deh pietà ti prenda per i condannati d’aborto,  per i loro genitori e per noi cotanto difformi dai tuoi esempi e bisognosi del tuo continuo patrocinio. Amen.

     

    -  Organizzare la speranza: Liturgia della Parola, lettura, domande, proposte (sulla Liturgia della Domenica corrente). Litanie domenicane. (pagg. 10/13)

    Preghiamo. Padre onnipotente e misericordioso, sostegno nella debolezza e conforto nel pianto,  ascolta la preghiera che ti rivolgiamo: per l’intercessione della beata Vergine Maria, di san Giuseppe e di san Domenico nostro Padre, salvaci dai mali che ci affliggono ed esaudiscici nella tua misericordia. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore . Amen.

     

    Guida - ( in virtù del battesimo ricevuto, tutti, ciascuno in prima persona, ripetono) : Il Signore Gesù Cristo sia accanto a me per custodirmi sempre,  sia davanti a me per condurmi, sia dietro di me per difendermi, sia dentro di me per conservarmi nella salute dell’anima e del corpo, sia sopra di me per benedirmi.   Lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

    - E la benedizione di Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su di me e su tutti, e con me e con tutti, rimanga sempre.  Amen.

     

    Fabio Fiorito, coordinatore;  P. Giacinto Cataldo, assistente ecclesiastico.

    Gesù buon Pastore

    A Gesù Buon Pastore 

     

    “Voce” di chi, bambino, non ha voce e “condannato a non nascere mai,

    deve morire pure senza battesimo”.

     

      Dove vai a pascolare, o Buon Pastore? Dove vai tu, che porti sulle spalle tutto il gregge?  Perché quell’unica pecorella che hai  sulle spalle rappresenta  tutta la  natura umana. L’hai presa con  te,  quando nel grembo  verginale della tua  madre Maria, sei stato concepito e  ti sei «fatto carne, come tutti noi». Da allora, la mia natura umana  appartiene anche a te e, in certo modo, è legata pure con  te e  con i tuoi pascoli. Anche l’inizio della  storia tua sembra incrociarsi con l’inizio della mia.  Perché eri nel grembo di tua madre quando, di nascosto, «in segreto» (Mt 1,19), stavi per essere  «licenziato», insieme con tua madre.  E perché questo non accadesse, ci volle l’intervento di un angelo.  Pastore buono, ci sarà un angelo anche per me?

      Ti prego, Gesù, mostra anche a me il luogo del tuo  riposo.  Conduci anche me  all’erba buona e nutriente. Chiama per nome anche me; perché, pecorella tua,  possa anch’io  ascoltare la  voce  tua; e, seguendo la “voce”, giunga anch’io nel regno della vita. Mostrami, ti prego,   la luce del volto tuo.  Il volto di mia madre è triste. Ed io, nel  grembo suo,  sono come «una cosa qualunque» senza nome. Fa che anch’io, Gesù, abbia il mio nome, come l’avesti Tu. A te Verbo, incarnato e  non  ancora nato,  mentre  eri nel grembo di tua madre Maria,  fu  assegnato il nome Gesù;  su comando dato dall’angelo a ciascuno dei tuoi genitori, «lo chiamerai Gesù» (Mt 1, 21; Lc 1, 31).  Gesù, Pastore mio,  fa’ che abbia anch’io il nome mio, come l’avesti Tu.

      Verbo eterno e creatore,  tu, Gesù, sei venuto per tutti.  E sei venuto anche per me, perché il tuo stesso  nome, Gesù,  mostra la tua bontà salvifica verso  tutti. Compreso me, che neppure  esisterei se, nel grembo di mia madre con il tuo amore, non mi avessi pensato e creato tu. Se sto qui, Gesù, è perché hai pensato e ancora pensi, anche a  me che sono così piccolo. Inchiodato sulla  croce,  hai finanche affidato come figlio alla  madre tua pure  me, che, vivo,  sono   scartato  come “cosa inutile”    dagli stessi  genitori che mi hanno generato.  Ora, anche a causa loro, sono, senza nome e senza battesimo, «per legge»  condannato a mai nascere e a mai vivere. Gesù, Re e Pastore mio, mi resti solo Tu, pensami Tu!

      Per l’acqua ad Eluana Ungaro, quante voci! Ed è giusto.  Per me senza voce, ci sarà ancora la voce di qualche  giusto? Dal  costato tuo aperto a tutti per tutti, uscì sangue ed acqua: ci sarà ancora per me un po’ di quel sangue e po’  di quell’acqua?

      Fammi sapere dove sei , Pastore mio; e come io, «sfrattato», possa venire  e  riempirmi del tuo celeste nutrimento. Divenuto anch’io, col nome mio,   gregge del  pascolo tuo.  “Chi  mangia  e beve -  lo hai detto Tu !-  entrerà nella vita eterna”. Fa’ che, al  latte materno negatomi,   supplisca l’acqua che mi dai tu e che zampilla in chi la beve come sorgente di vita eterna. Perché Gesù,   non può e non deve  zampillare quell’acqua  Tua anche per me?  E anche per quanti sono   relegati,   come me,  nel numero senza numero  dei tanti  che non dovranno  nascere  mai?

      Che forse nei tuoi pascoli  mancano posti?   Proprio quelli  che, sulla croce, tu hai “prenotato” per tutti? Per me e anche per loro!?

      Nel pascolo  preparato da Te, potrei  al meriggio   riposare  finalmente in pace  nella  tua luce senza ombra.  Perché  non ha ombra il meriggio quando  anche su di me e su quanti sono come me, con il tuo Battesimo di luce, splenderà verticalmente il sole che sei tu.   Perché la speranza «ultima a morire» sei soltanto tu, Gesù, che sei morto e non muori più. Pastore buono, Gesù,   ci resti soltanto tu. Rendici figli tra i figli.  Nella tua Chiesa e nelle  stanze del Padre Tuo.

      Senza l’acqua tua e senza Chiesa, come  potrei essere  degno del tuo riposo meridiano in quelle stanze?  E come comunicare con  te e  con i  tuoi? Cantare  e  giubilare, con loro e come loro,   invocando “Abbà, Padre”?

      Spiegami, dunque, Pastore mio, dove  pascere per giubilare. E  mostrami  quale sia la via. Perché non avvenga che  mi allontani dalla guida tua. Non avvenga che, già escluso in questo mondo, io,   così piccolo e già così respinto da tutti,  sia poi respinto via anche da te.  Non volere, Gesù,  che io finisca relegato fuori  dal regno tuo che è la  Chiesa.  Nel grembo di mia madre, accorri  in mio aiuto. Come al primo mese nel grembo di tua madre e con tua madre, accorresti «festinanter»,  in aiuto del tuo «battezzatore» Giovanni. Tu al primo mese  nel grembo di tua madre ed egli,   al sesto  nel grembo della sua anziana  madre Elisabetta: alla «voce» del saluto di tua madre Maria,  la gioia tua, Gesù, entrò  non solo nella casa di Elisabetta ma anche nel cuore di Giovanni  annidato nel grembo di  lei. Tanto che Elisabetta, «piena di  Spirito Santo, esclamò a gran voce dicendo “Ecco, appena  la voce del tuo saluto è giunta  ai miei orecchi, ha esultato di gioia il bambino nel mio grembo». Pastore buono Gesù, c’è anche per me un modo  per esultare nel grembo di mia madre?  Come allora aiutasti il piccolo Giovanni, attraverso  tua madre    Maria, «primizia della Chiesa» e “voce” della Chiesa, così ora, attraverso la visita e  la “voce”  materna della stessa Chiesa,  vieni in mio aiuto. Amante dei piccoli, Gesù,  non mi respingere via anche  tu. Elevato sulla croce per attirare tutti a Te, prendi anche me  con Te. Non volere, Gesù, che, per ignoranza della verità,  io  vada a finire in altri  greggi, che, estranei,  non  ascoltano e non seguono la voce amica della Tua Chiesa.

      Accoglimi, Gesù, nel giubilo   del  regno tuo e fa’ che anch’io capisca «in qual modo la felicità  possa durare per sempre».

      In festa, senza fine. Gesù  Pastore mio,  non  respingermi fuori  anche Tu.   La Tua acqua battesimale, donala anche a me.

      E, prima  che io muoia,  prendi anche me  con Te, o Gesù. Perché nella  Chiesa e con la Chiesa, Pastore buono e Re mio, Gesù, sei soltanto Tu!

     

    - Questa preghiera è il frutto conclusivo della tavola rotonda “Voce a  chi non ha voce!”,  tenuta  dal “Gruppo interdiocesano      del    Sabato Sera”, alle 18 del 22 novembre 2008, nel Piazzale antistante la  stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco (NA),- sul «Cantico dei cantici» di san Gregorio di Nissa (Cap. 2; PG 44, 80; Liturgia delle ore secondo il Rito Romano, IV vol., pp.  496-98, 2^ lettura di giovedì della XXXIII  settimana del  Tempo ordinario).

     

    Gesù mio, perdona le nostre colpe.

                             Recitare e far recitare anche da altri, nel Rosario e al di fuori del Rosario

    ( A Madonna dell’Arco, nel Rosario recitato pure per  i condannati all’aborto ancor più bisognosi di misericordia, il Gruppo interdiocesano del Sabato sera,  prima di ogni  mistero, usa ripetere integrandola  nell’attuale  contesto storico, la giaculatoria  insegnata dalla Madonna il 13 luglio 1917,  ai tre fanciulli di Fatima):

    Gesù mio, - per la tua incarnazione, perdona le nostre colpe, -preservaci dal fuoco dell’inferno, - porta in cielo tutte le anime, - specialmente le più bisognose della Tua misericordia - e in particolare  se vuoi Tu, con il Battesimo amministrato dalla Chiesa, - porta in cielo  anche i bambini - specie se nel grembo materno per malattia, manipolazioni eugenetiche e  aborto, - vengono condannati a non <<nascere>> più (Gv 3, 4-5). // Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù, in Sant’Anna e in Sant’Elisabetta, nell’ultima Cena e sulla Croce, ciò che conta per <<il posto>> nel Regno, lo hai compiuto Tu (Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento  II/A;  Mt 26, 26-28;  Lc 22, 19-20, 28-30; 23,43 ). * - O Maria, concepita senza peccato, (prega per i condannati all’ aborto e) prega per noi che ricorriamo a te! (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830)

    Preghiera alla Madonna dell'Arco

    O Maria, accoglimi sotto il Tuo Arco potente e proteggimi. Invocata con questo titolo da oltre cinque secoli, Tu spieghi aperto e solenne l'affetto di Madre, la potenza e la misericordia di Regina, verso gli afflitti.
    Io pieno di fede, così t'invoco: amami come Madre, proteggimi come Regina, solleva i miei dolori, o Misericordiosa!
    Santa Maria dell'Arco prega per noi.

    Fedeltà battesimale

    La SS. Trinità e la storia mia nella Chiesa: da piccolo ho sconfitto satana, e ora con Maria in conversione permanente, per essere fedele al Battesimo ‘prima Pasqua’, di nuovo io rinuncio a satana (ap. 12,17; Gn. 3,15; Mt. 4,1-11; 1Pt. 5,8).

    Io ………………., da piccolo. Ora, giorno mese e anno ….., nella Chiesa ……………..di ……………….., presenti i padrini………………… e il sacerdote battezzante……………………………, con le rinunce battesimali, ho sconfitto satana; perché non sconfiggerlo ora da grande, aiutato da Maria? (Gal. 4,4; Col. 1,12-14; Ef. 1,3-10). O Maria Mamma mia dolcissima, ferita a sangue sotto il titolo giubilare di Madonna dell’Arco, Tu sei la mia Maestra della fede. Nel mistero del ‘sì’, del sangue e della tua Maternità, Tu dalla Trinità, hai ricevuto il potere e la missione di schiacciare le potenze infernali. Difendimi dal maligno, dall’invidia e da ogni male. Sii con me e a casa mia. Quel Figlio che hai tra le braccia, ha vinto la morte ed è il Sacramento dell’incontro nostro con Dio; l’avvocato presso il Padre, il Salvatore dei perduti e l’Ospite battesimale in me. Aiutami a metterlo al centro; così come al centro lo metti Tu, anche in questa tua immagine giubilare dell’Arco. Tu con questo titolo da oltre cinque secoli, spieghi aperto e solenne l’affetto di Madre, la potenza e la misericordia di Regina verso gli afflitti. Gesù dall’alto della Croce per attirate tutti a sé , affidò anche me peccatore e figlio, a Te. Pieno di fede, così t’invoco: amami e proteggimi, come Madre e Regina. Solleva i miei dolori, o misericordiosa Santa Maria dell’Arco. Gloria a Te, Gesù, Crocifisso e Risorto per me. A gloria di Dio Padre e nello Spirito Santo, ti ringrazio, ti lodo e ti adoro in me, Signore Gesù; perché sei il mio Dio, il Dio delle mia vita, che con sacrificio della croce mi hai redento e con la tua potenza divina sconfiggi satana, liberami dalle sue insidie, dal peccato, dalla malattia e da ogni altro male. Te lo chiedo per il tuo Nome e per le tue sante piaghe, te lo chiedo per il tuo prezioso sangue e per la tua croce, te lo chiedo per l’intercessione di Maria Tua e mia tenera Madre, Immacolata e Addolorata, invocata sotto il titolo giubilare di Madonna dell’Arco. Il sangue e l’acqua che scaturiscono dal tuo costato, uniti al sangue che sgorgò dalla sua guancia di Madre ferita, scendano su di me per purificarmi, liberarmi e guarirmi. Signore Gesù, io, in Maria, con Maria e per Maria, voglio amare e fare ciò che comandi per ottenere ciò che Tu risorto e ospite in me, prometti. Amen.     

    Il gloria della famiglia dimora di Dio

    Tra i devoti della Madonna dell’Arco; c’è chi in casa recita il “Gloria” della famiglia, “dimora” di Dio.

    (In Chiesa, tempio di pietre costruito dagli uomini, la comunità dei credenti recita il GLORIA a DIO. Perché non recitarlo anche in famiglia << Chiesa domestica>> costruita da Dio? Tra chi ama la Madonna dell’Arco, ce ne sono alcuni che insieme ricordando il Battesimo, lo recitano in casa come Il Gloria della famiglia che è “dimora” di Dio. Si tratta di un adattamento dello stesso GLORIA a DIO recitato in chiesa. Ne riportiamo il testo: - (le parti in grassetto sono recitate da tutti; le altre da un solo rappresentante della famiglia).

    Oh Dio, se esisti in noi – ascolta. Ascolta, - il grido di questa preghiera, che è per Te Ospite battesimale, - in noi che siamo dimora tua per mezzo dello Spirito (1 Cor 6,19-20; Mat 19, 20; Ef 2, 21); perciò noi ti diciamo: Gloria a te Dio, nell’alto dei cieli – e pace in terra agli uomini di buona volontà. Noi ti lodiamo – in noi,  ti benediciamo - in noi,  ti adoriamo - in noi, ti glorifichiamo - in noi, ti rendiamo grazie - in noi, per la tua gloria immensa - in noi, Signore Dio - in noi, Re del cielo - in noi, Dio Padre onnipotente - in noi, Agnello di Dio - in noi, Figlio del Padre - in noi; tu che in noi togli i peccati del mondo,-  accogli in noi  la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre in noi, - abbi pietà di noi in noi. Perché tu solo il Santo - in noi, tu solo il Signore - in noi, tu solo l’Altissimo - in noi, Gesù Cristo - in noi, con lo Spirito Santo - in noi: nella gloria di Dio Padre - in noi. AMEN in noi, secondo il disegno della Sua volontà; (insieme) - in noi Amen, e in tutti i devoti della Madonna dell’Arco. AMEN Alleluia (Ef 1,10-12; Rom 5,5; Gv 4,23). P.Giacinto Cataldo