p. Giacinto さんのプロフィールMaria S.S. dell'Arcoフォトブログリストその他 ![]() | ヘルプ |
|
Via Crucis 2009 "Conclusione"Nella Basilica di san Domenico Maggiore a Napoli
Via Crucis, Venerdì 3 aprile 2009, alle 17, 15: Il punto sulla situazione - Con la Madre sulla Via della Croce per riorganizzare la speranza e battezzare anche i bambini che, nel grembo materno, attraverso manipolazioni selettive e abortive; per legge, vengono destinati a morire pure senza battesimo
Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 06 aprile 2009 - SintesiVia Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli
Leggi tutto l'articolo cliccano qui... Il Gruppo del sabato sera ( Gruppo Laico Interdiocesano di preghiera ) è online ....
Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 27 marzo 2009 - SintesiVenerdì 27 marzo - Per la Vita nascente e per i diritti dei piccoli che non sono diritti umani piccoli
Occorre organizzare la speranza. Perché le attività umane (Gaudium et spes, ,37) son messe quotidianamente in pericolo dalla superbia e dall’amore disordinato di se stessi. Tuttavia esse possono venir purificate e rese perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo, che è Signore e da la vita con il suo santo Spirito.. Redento da Cristo e reso nuova creatura nello Spirito Santo, l’uomo può amare le cose create da Dio, con l’amore stesso di Dio, purificando le attività umane nel mistero pasquale.
Inoltre con l’aiuto solidale di tutti gli uomini di buona volontà, si potrà togliere fra l’altro l’incoerenza culturale e legale di una conduzione politico-demografica che, da una parte, è giustamente e seriamente impegnata contro la guerra e nel tenere in vita (vedi spese di detenzione carceraria) criminali di ogni specie mentre dall’altra, autorizza, come conquista di «civiltà!» e questione di «salute!», la soppressione sistematica di persone innocenti attraverso la legge sulle pratiche abortive”. Inoltre, anche a livello di Chiesa, c’è qualcosa che non è troppo chiaro tra il giusto riconoscimento dei diritti umani nel grembo materno ai concepiti e il mancato battesimo nel grembo materno agli stessi concepiti, in caso di condanna a morte per aborto. Doloroso certamente e tragico, privarli della vita terrena ma non è per certi aspetti ancora più doloroso privarli anche del battesimo, via ordinaria necessaria per la vita eterna? – Tanto, non è forse in contrasto con i meriti della Passione di Gesù Cristo “Redentore del genere umano”, con la sua tenerezza per i bambini (Mc 10,14) e con il mandato di battezzare dato alla Chiesa(Mt 28,19)? La questione del battesimo prima dell’aborto, apre inoltre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini nel grembo materno. Perché con l’Incarnazione, il Figlio di Dio volle assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano; evento storico e salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”.
A – Fra le quattordici “voci”, ne riportiamo alcune”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo
Prima stazione – Gesù, si dona nell’Eucarestia (Mc 14,22-25) - Riflessione di Mario Penna, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: Dove vai a pascolare, o Buon Pastore? Dove vai? Mi manca la chiave per entrare nei tuoi pascoli e nella tua Chiesa. Il battesimo d’acqua, è la chiave Tua, Gesù.. Donalo anche a me, Signore, Gesù.
Riflessione di Rosaria Fiorito. “
Quell’unica pecorella che hai sulle spalle, rappresenta tutta la natura umana. L’hai presa con te, quando, nel grembo verginale della tua madre Maria, sei stato concepito e ti sei «fatto carne». Da allora, la mia natura umana appartiene anche a te e, in certo modo, è legata pure con te. Dove vai ora, Pastore buono? Dove vai in quest’ora in cui Tu , innocente, sei stato condannato secondo una legge fatta da uomini? Dove vai «per servire» (Mc 10,45) e per dare «in riscatto» la propria vita? Seconda stazione - Gesù davanti a Pilato (Mc 15, 1-5) Riflessione di Ferdinando Raia, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: “Gesù, Pastore mio, davanti a Pilato anche i sacerdoti sono contro di te e le loro accuse non sono poche, ma «molte accuse»(Mc 15, 3). In realtà Gesù la storia della tua passione non comincia ora con queste accuse bensì da quando eri ancora nel grembo materno e da quando dovevi nascere e non trovando «posto» per culla, ti fu data una mangiatoia di animali. Piccolo ancora e non sapevi neppure camminare, per non essere ammazzato da Erode, fosti portato in fretta e di notte, in Egitto tra le braccia di tua madre sul dorso di un asino. Gesù, Pastore mio, ci sarà qualcuno che vorrà portarmi lontano da coloro che, qui ed ora, vogliono la mia morte? Riflessione di Antonio Annunziata: Pilato come Erode per uccidere Gesù (Mc 15, 1-5;Mt 2, 13-15)
“Gesù, io, piccolo, sto come stavi tu, davanti ad Erode e davanti a Pilato «dopo il consiglio tenuto». Pure contro di me è stato tenuto un certo “consiglio”; in cui hanno deciso di farmi fuori dal grembo in cui mi trovo. Gesù, quando anche tu eri piccolo nel grembo di tua madre, intervenne in sogno un angelo per impedire che tu con tua madre venissi abbandonato «in segreto» (Mt 1,19). Gesù, Pastore mio, «dopo il consiglio tenuto» contro di te e contro di me, ci sarà ancora un angelo dal cielo per “salvare” te e aiutare anche me? Terza stazione - Gesù, caricato di croce (Mt 27, 31), Riflessione di Francesca Viscovo,“Voce” di chi, bambino, non ha voce:
“« … e lo portarono via» (Mt 27,31). Con l’aborto, o Gesù, porteranno via anche me. E non so dove andrò a finire. Ti prego, Gesù, prendimi con Te. Perché non posso venire anch’io con Te? Che forse Tu, Gesù, non sei stato “caricato di croce” anche per me? Attirami a Te, Gesù. Mostrami il posto che nel Regno tuo, hai preparato per tutti e anche per me. Sarà un posto senza nome, il posto mio? Perché, Gesù, io non un nome. Pastore buono, non sei Tu Colui che chiama per nome? Chiama per nome anche me. Perché, possa ascoltare anch’io la voce tua; e, grazie alla croce tua, io, che non sento più la voce di mia madre, potrò seguire Te e la voce tua, nel Regno tuo, dove finalmente avrò un posto anch’io e dal quale nessuno mai potrà portarmi “via”. Riflessione di Carmela Borriello: «dopo averlo schernito, … » (Mt 27,31). Lo scherno, e Tu lo sai o Gesù, è già come una crocifissione del cuore, specie se il Cuore è grande com’è grande il Cuore che hai Tu. Lo scherno, Gesù, è terribile. Più terribile della spogliazione dei vestiti. È come una spogliazione dell’anima. Ricordi, Gesù? Lo confidasti Tu stesso ai tuoi amici più intimi:“L’anima mia, dicesti, è triste fino a morire”. Gesù, a chi potrò confidare l’angoscia mia che, dal grembo di mia madre, sento nel cuore mio e nella tristezza dell’anima mia? Riflessione di Maria Di Micco: “Perché, o Gesù, anche se io non ho il mantello che avevi Tu. Ho tuttavia un’anima; fin da quando sono stata concepita. Non sono “materia” da buttare via. Cuore di Gesù, ho anch’io un cuore mio e un’anima mia.. Non farmi buttare via, Gesù. Aiutami, Tu. L’acqua sgorgata dal Cuore tuo, Gesù, donala anche all’anima mia. Perché, coloro che vengono a portami via non lo sanno: che il cuore e l’anima, li ho anch’io. B - Ultima stazione - “Ascolta, Signore, il grido del povero” (dal Salmo Responsoriale, 33) (Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante) Il fine ultimo e determinante della Via Crucis, non è la morte ma la Vita in ogni sua dimensione. Fin dal grembo materno; grembo che è culla del diritto nascente e sacrario di vita; non calvario di morte. Avete sentito il libro della Sapienza? -“Dicono tra sé con ragionamenti errati” (Sap 2,1.12-22; Gv 7, 1-2.10.25-30).
Contro l’immane flagello dell’aborto, occorre organizzare la speranza con ogni mezzo lecito affinché non venga ulteriormente elusa la “urgenza umana e civile” di un rimedio etico e politico a cui oggi nonostante le grandi difficoltà, laici di buona volontà e credenti di ogni popolo e nazione, possono per rispettiva competenza offrire la loro solidale, valida collaborazione. Perché il grembo materno , in ogni popolo e nazione, sia riconosciuto e tutelato come culla di diritto alla vita e non sia ridotto a spietato calvario di morte.
Dal Cuore di Cristo Crocifisso derivarono non solo i meriti per cui l’Immacolata Concezione nel grembo materno, fu preservata immune da ogni macchia originale ma, dallo steso Cuore aperto, derivarono anche la Chiesa e i Sacramenti per la salvezza di ogni altro essere umano, concepito nel peccato originale. La liberazione dal peccato originale mediante il battesimo vale sia per i nascituri abortiti che per gli altri nascituri che proseguiranno normalmente la loro esistenza. È certamente molto diverso per il futuro del bambino vivere o non vivere una maternità in grazia e in comunione con Dio, sia per la sua vita futura che per la stessa società. La grazia gratifica e perfeziona la dignità della natura umana dal concepimento alla morte. «Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica» ( “Dignitas personae”, Istruzione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, 8 settembre 2008, Introduzione, n. 1).
Inoltre la questione del battesimo prima dell’aborto, apre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini e non solo di quelli che sono nel grembo materno.
- Perché con la Sua Incarnazione, il Figlio di Dio volle assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano; evento storico e salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso.
La Via Crucis pertanto, vale anche per riflettere sulla tutela della vita innocente fin dal grembo materno e non solo. Perché Dio è amante della Vita e non dimentica il frutto delle «viscere» materne neanche nel caso in cui tale frutto viscerale viene dimenticato dalla sua propria madre(Is 49, 1-16). In pericolo di morte, il bambino è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori (Canone 868 § 2). Perché in tutto l’arco della sua esistenza terrena, Gesù meritò anche per i bambini e fu obbediente al Padre fino alla morte sulla croce, allo scopo di essere il Salvatore del genere umano, a partire dal suo concepimento nel grembo materno (Lc 1,31-33).
Fabio Fiorito coordinatore. |
|
|