p. Giacinto さんのプロフィールMaria S.S. dell'Arcoフォトブログリストその他 ![]() | ヘルプ |
|
Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 20 marzo 2009 - SintesiVenerdì 20 marzo Via Crucis per i bambini uccisi nel grembo materno - Sintesi
Attualmente specie dopo Obama, per ragioni molteplici non solo di natura economica e demografica, ma soprattutto per ragioni di interesse ideologico, politico, pseudoscientifico e pseudo culturale, il grembo della madre è divenuto in realtà il posto meno sicuro per ogni essere umano, indifeso e non autosufficiente. Perché in ogni momento di quei lunghi mesi di gestazione, incombe su quell’“ospite innocente” il pericolo di essere “sfrattato”: anche su di lui, nella culla della vita, incombe infatti l’ombra della morte e il mistero della Croce. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”(Inno della Passione). Dio dona la vita; non la toglie. Con gli uomini invece, la logica cambia musica: non bastano la “lingua” e il “cuore”, se manca una “voce” tanto forte da far valere in quanto persona, i propri diritti, fin dal concepimento e per tutto il tempo che uno resta nel grembo della madre. La Croce invece è il segno dell’amore solidale che Dio ha per tutti e anche per i piccoli ospiti del grembo materno. Le primizie della salvezza infatti furono applicate proprio in quella particolare culla della vita che è il grembo della donna. «Signore Gesù, in sant’Anna e in santa Elisabetta, nell’ultima Cena e sulla Croce, quel che conta per il “posto” nel Regno, lo hai compiuto Tu» (piccola professione di fede cristologica). Verbo eterno e creatore, Gesù – lo sappiamo dalla Bibbia -, volle “ incarnarsi”; e, restando vero Dio, volle divenire anche vero uomo nel grembo di Maria. Unendo nella Sua unica Persona divina la natura divina impassibile, alla natura umana passibile di ogni uomo, divenne, per tutti, nel grembo di Maria e fin dal primo istante del suo concepimento, il Salvatore solidale dell’intero genere umano. Ad ogni contrapposizione egoistica, occorre rispondere con la condivisione solidale. Fin dal concepimento e da quando, al suo primo mese nel grembo materno di Maria, Gesù infatti volle condividere con Elisabetta, nella casa di Zaccaria, la gioia messianica dell’incontro e del «saluto»: segni augurali di “buona” salute, di vita e di gioia. L’aborto invece è il segno e la negazione opposta di tutto questo; perché è la soppressione, anche legale, di ogni diritto umano a partire da quello primario e fondamentale della “vita innocente”. Al tempo di Erode, i Giudei, sobillati da persuasori interessati, reclamarono la “morte legale” di Gesù: «Noi, dissero, abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire» (Gv 19,7). Non è possibile conoscere il numero delle voci che allora, in piazza, chiesero a Pilato la morte dell’innocente Gesù; è possibile invece, pervenire in certo modo, al numero delle tante voci che, in Italia, determinarono la codificazione della legge n. 194 del 22 maggio 1978, con la quale oggi si autorizza, a spese dello Stato, la soppressione della vita innocente mediante l’aborto. Per quelle voci, per noi e per tutti, durante questa “Via Crucis”, ripetiamo la stessa preghiera di misericordia e di perdono che, sulla Croce, fece Gesù: “Perdona, Padre, perdonali”!
A – Fra le quattordici, ecco tre “voci” relative alla 7^,8^ e 9^, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, per tutti e in particolare per chi, ancora bambino nel grembo materno, non ha voce sufficientemente forte per reclamare i propri diritti e già “condannato” a non nascere mai con l’aborto, deve morire pure come “colpevole” e senza battesimo.
Settima stazione - Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica (Is 53, 2-3) – Riflessione di Luca Balestra, “Voce” di chi, bambino, non ha voce :
Gesù, il mio volto non ha apparenza né bellezza per attirare gli sguardi. La stessa legge che solitamente e per natura deve riconoscere e tutelare i diritti, non mi riconosce alcun diritto; neppure quello primario e fondamentale della vita. In base alla Legge n. 194 del 22 maggio 1978, il Popolo italiano infatti ha decretato che, disprezzato e reietto, io devo morire. Gesù, anch’io, in certo modo, sono come te, che fosti “disprezzato e reietto” anche Tu (Is 53,2-3). Perdono; perdonali, Gesù. Il volto tuo, Gesù, è in qualche modo, come il volto mio: sfigurato dall’abbandono, mi ritrovo “macchiato” da un peccato che non ho commesso io. Sono diventato come uno davanti al quale ci si copre il volto: Gesù, estraneo sono per i miei fratelli, forestiero sono per i figli di mia madre (Sal 69, 8-9). Gesù, la Veronica asciugò il volto tuo; ci sarà ancora una donna che vorrà guardare e pulire pure il volto mio? Per l’acqua ad Eluana Englaro, quante voci! Per me che sono senza voce, ci sarà ancora qualche voce? Dal Cuore tuo aperto a tutti e per tutti, uscì sangue ed acqua: Gesù, ci sarà ancora pure per me un po’ di quel sangue e po’ di quell’acqua?
Ottava stazione, Le donne in pianto (Lc 23, 27-28) – Riflessione di Teresa Scialò, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli» (Lc 23, 27-28). Gesù, Pastore mio, pensavi anche a me quando parlavi dei figli alle donne di Gerusalemme? Dimmi, Gesù, ci sono anch’io nel Cuore tuo e nel pianto di quelle donne? Ma qui oggi, chi piange per me? Pastore mio, pure per me, come per Te, è stata decretata la condanna a morte. E, in certo modo, per un mistero che non capisco, la morte mia si somma alla morte tua: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt 25,40). Grazie, Gesù, ciò che conta, l’hai pensato e l’hai fatto tu; per tutti e pure a me. Grazie, Gesù. Fammi sapere dove abiti Tu. Al latte materno negatomi, supplisca, Gesù, l’acqua che mi dai tu. Zampilli quell’acqua come sorgente di vita eterna, pure per me. Ed io, Gesù, col nome mio, verrò anch’io nel gregge del pascolo tuo. Grazie, Gesù, grazie perché , con me e per me, ci sei davvero soltanto Tu. Nona stazione – Riflessione di Fabio Fiorito, “Voce” di chi, bambino, non ha voce - Gesù è spogliato delle sue vesti: «Si spartirono le sue vesti» (Mt 27, 36-37).
Gesù, non si contentarono di spartirsi ciò che era tuo; ma, con le vesti, vollero toglierti pure la vita. Anch’io, o Gesù, sono come Te: sacrificato a causa del profitto, mi viene negato pure il diritto alla vita.. Pastore mio, Gesù, perdono come hai perdonato Tu. Ma l ’acqua tua donala anche a me. E guarda anche a quanti sono relegati, con me e come me, nel numero senza numero dei tanti che non dovranno nascere più. Con il tuo Battesimo di luce, splenda verticalmente anche su di me e su di loro, il sole che sei tu. Perché la speranza «ultima a morire» sei soltanto tu, Gesù, che sei morto e non muori più. Pastore buono, Gesù, ci resti e mi resti, soltanto Tu. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. B - Ultima stazione - Celebrazione della Messa, rinnovamento del sacrificio della Croce. “Signore, tu hai parole di vita eterna.” (Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante) Il cuore della legge e dei Comandamenti è l’amore a Dio e al prossimo. Gesù (Mc 12, 28-34) ne ha fatto la norma di vita anche per chiunque vuole camminare sulla sua stessa via. La via della Vita e dell’Amore solidale anche per i più piccoli, annidati nella culla della vita che è il grembo della madre. L’amore di Dio è in particolare, un inno biblico solidale con la vita nascente. Infatti la gioia e i meriti messianici di Gesù, avuti nel grembo e partendo dal grembo, invasero non solo il grembo materno di sant’ Anna al concepimento immacolato di Maria totalmente «piena di grazia» (Lc 1, 28; Bolla pontificia “Inneffabilis Deus”); ma invasero anche il grembo di Elisabetta nella casa del sacerdote Zaccaria. Tanto che, a livello dialogico e comunicativo, a partire dal “saluto” che Maria quando era al suo primo mese di gestazione, rivolse ad Elisabetta gestante al sesto mese nella casa di Zaccaria, sono “esplosi” di fronte alle meraviglie della vita nascente, ben quattro inni di benedizione e di lode che, dopo due millenni, restano ancora tra i più eccellenti e tra i più ripetuti della preghiera cristiana, in ogni luogo e in ogni lingua: 1 - la benedizione di Elisabetta per la madre del Signore: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1, 42-43); 2 – l’esultanza avvertita nel grembo della madre e dal grembo materno esternata e condivisa dal piccolo Giovanni che, bambino ancora nel grembo, vive e, a modo suo proprio, fa sentire la sua presenza: «Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44); 3 – il “Magnificat” di Maria, gestante al primo mese: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46-47); 4 – il “Benedictus” di Zaccaria che, proclama: «Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti» (Lc 1, 68-69). “Signore, tu solo hai parole di vita eterna”. L’abbiamo detta nel Salmo responsoriale questa invocazione, la ricordiamo ora con dolore nell’omelia pensando ai milioni di bambini che in ogni parte del mondo e fin dal primo mese del loro concepimento sono estirpati dalla loro culla vitale che è il grembo materno e senza pietà condannati, per malattia, manipolazioni genetiche e aborto, a non nascere mai. Ad essi, piccoli e preferiti da Gesù, è tolta, per vie di fatto, finanche la gioia battesimale della grazia, meritata in Croce e anche per loro da Gesù. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Il problema del battesimo amministrato, in caso di necessità, ai bambini che vivono nel grembo materno, non è un problema di scarsa importanza né è problema isolato; perché – e lo faceva notare il grande Pontefice Giovanni Paolo II -, «tanti altri temi fondamentali si intrecciano intimamente con questo: la volontà salvifica universale di Dio, la mediazione unica e universale di Gesù Cristo, il ruolo della Chiesa sacramento di salvezza, la teologia dei sacramenti, il senso del peccato originale». Il piccolo Giovanni non aveva ancora voce sufficientemente forte per proclamare all’esterno tutta l’esultanza di quell’incontro col bambino Gesù, «frutto benedetto» del seno di Maria; però a modo suo proprio e attraverso sua madre Elisabetta gestante, riuscì ad esternare lo stesso ciò che provava in quel momento e, pur essendo senza “voce”, lo fece sapere anche a Maria. Come? Lo rivela a Maria, la stessa Elisabetta: «appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44). La scienza, su questo punto, conferma ciò che, tra gestanti, dice la Bibbia. Fabio Fiorito, coordinatore Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 13 Marzo - Sintesi“Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor: gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Con questo “saluto” e con questa “invocazione”, vogliamo essere “voce” all’ombra della Croce di Gesù, per tutte le vittime della violenza; ma in modo particolare vogliamo essere “voce” per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. Ricordando inoltre l’8 marzo festa della donna, abbiamo premesso, all’omelia fatta dal sacerdote nella Messa di questo venerdì 13 c.m., l’invocazione o voce vicaria di tre donne una madre Angela Giordano e due ragazze Marika e Lucia, a favore dei bambini che con l’aborto, vengono condannati a non nascere mai e a morire pure senza battesimo.
A – Dall’elenco delle quattordici “voci” una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, ne riportiamo soltanto tre relative alle stazioni quarta, quinta e sesta per chi, ancora bambino, ha la lingua ed ha anche il cuore ma non ha una voce sufficiente forte per reclamare i propri diritti cosicché, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”.
Marika Lavieri Quarta stazione – Gesù «segno di contraddizione» incontra sua madre (Luca 2, 34-35) - “Voce” per chi, bambino non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Gesù, anch’io sono in certo modo un segno di contraddizione: in mia madre, non posso incontrare mia madre e il suo sguardo materno, nel volto. Lungo la “Via” del Calvario, con tua madre, ci fu un incontro di cuori lacerati dalla sofferenza più viva; sofferenza viva anche per tua madre, fin da quando, bambino ancora, Tu, Gesù, fosti presentato nel tempio e fosti preso tra le braccia di Simeone che a Maria madre tua disse: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Luca 2,34-35). Gesù, tu vedi tutto e puoi vedere finanche quando un’anima viene trafitta dalla spada. Sei la Luce delle genti, Gesù; mostrami la luce del volto tuo. Mentre ti parlo, il volto di mia madre sarà triste. Ed io, nel grembo suo, sono come «una cosa qualunque» senza nome. Gesù, fa che anch’io abbia il mio nome, come l’avesti tu. Per te, Verbo incarnato e non ancora nato ma vivo nel grembo di tua madre Maria, l’angelo disse: «lo chiamerai Gesù» (Matteo 1, 21; Lc 1, 31). Gesù, Pastore mio, ci sarà qualche angelo oppure un Simeone anche per me; affinché prima di morire, mentre vivo in mia madre, abbia anch’io il nome mio, come l’avesti tu?
Angela Giordano Quinta stazione Gesù cade sotto la croce (Ebrei 2,18; 12, 2). -“Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Pastore mio, sei caduto anche Tu. E sei caduto anche per me. Tu sei in grado di venire in aiuto mio «Proprio perché sei stato messo alla prova ed hai sofferto personalmente» (Ebrei 2,18;12,2). Il tuo stesso nome, Gesù, mostra la tua bontà salvifica verso tutti. E anche verso di me, che neppure esisterei se, Tu Verbo eterno e creatore, nel grembo di mia madre con il tuo amore, non mi avessi pensato e creato tu. Per la tua caduta sotto la croce, Gesù, salva mia madre e salva anche me. Amante dei piccoli, Gesù, pensami Tu.
Lucia Allocca Sesta stazione - Gesù è aiutato da un certo Simone di Cirene (Marco 15, 21)- “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: - Gesù, tu conosci tutto e sai come e perché io mi trovo qui. E sai anche che Simone di Cirene padre di Alessandro e Rufo, è simbolo di tutti coloro che si sacrificano per alleviare le pene dei fratelli. Gesù, ci saranno ancora dei Cirenei pure per me e per quanti, nel grembo materno per malattia o aborto, son condannati a non nascere più? - Scartato come “cosa inutile” e senza battesimo: son condannato come «colpevole». Se sto qui, Gesù, è perché tu pensi e puoi aiutare anche a me, che sono così piccolo. Gesù, Re e Cireneo mio, mi resti solo tu: salvami tu e salvaci tu!
B - Ultima stazione - Celebrazione dell’Eucarestia, Sintesi dell’omelia del sacerdote celebrante. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Il mondo non è una “vigna affidata a vignaioli omicidi” (Matteo 21, 33-38). Per la vittoria della Croce, il mondo è diventato destinatario del vangelo della vita, fisica e spirituale. “Andate, ammaestrate, battezzate” (Matteo 28,19): queste parole di Gesù “amante della Vita,” suonano urgenti particolarmente oggi, non solo all’interno della Chiesa in cui per disinformazione e ignoranza sull’importanza del Battesimo, si da il caso frequente e crescente di battezzati che cercano di sbattezzarsi e di genitori “cristiani” che rimandano o non battezzano affatto i loro bambini. Ma le parole di Gesù suonano urgenti anche all’esterno della Chiesa nel mondo “laico” che, a livello antropologico, si dimostra sempre più favorevole ad un allargamento delle maglie legislative che con l’aborto autorizzano di fatto la soppressione ingiusta e inumana di un “soggetto umano” indifeso e innocente; tanto, per ragioni poco chiare o, spesso, di interesse ideologico, economico, politico, pseudoscientifico e, in ogni caso, ritenendo la vita nascente non meritevole di tutela. In contrasto con la ragione e con la giustizia. Perché tutti quei bambini che, fin dal loro concepimento, quindi anche prima di nascere e durante la loro permanenza nel grembo della madre, sono, in quanto soggetti umani, titolari personali dei diritti umani allo stesso modo dei bambini già nati e, come i bambini nati, destinatari della redenzione operata da Cristo in Croce. Questo risulta fra l’altro ribadito anche se in circostanze, accenti e toni diversi, dalla Bibbia, dalla scienza e da due documenti ufficiali della Chiesa: la Bolla “Ineffabilis Deus”, con cui nel 1854, Pio IX definì e proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione, perché «redenta fin dal suo concepimento, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano» (DENZ-SCHÖNM, 2803), e la “Dignitas personae”, Istruzione della Sacra Congregazione della Fede “su alcune questioni di bioetica”, a proposito delle quali, al n. 1, è detto che al centro della riflessione etica, va posto questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana: «Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona». Documento pubblicato con l’approvazione del Papa Benedetto XVI il 20 giugno 2008. In quanto “persona”, quindi, “ad ogni essere umano” anche prima di nascere, va riconosciuto il “diritto” e la dignità di sentirsi tutelato nella vita fisica e, con il battesimo, sentirsi tutelato anche nella vita spirituale. Infatti «I feti abortivi, se vivono, nei limiti del possibile, siano battezzati»: canone 871 del diritto ufficiale della Chiesa Cattolica, diritto valevole per i battezzati e valevole nel rispetto della libertà di coscienza, anche per quei laici non battezzati che, operando nelle strutture sanitarie statali o private, possono in caso di necessità, amministrare validamente il battesimo per conto della Chiesa e secondo quanto intende la Chiesa stessa; la quale, pure in quella circostanza di pericolo mortale e in virtù del mandato stesso ricevuto da Gesù, si preoccupa maternamente di assicurare al feto battezzando, il dono prezioso della vita soprannaturale ed eterna, meritata dal prezzo salvifico ed universale dell’Incarnazione e della Croce di Cristo, Salvatore «del genere umano». Tanto, nel rispetto delle rispettive competenze dello Stato e della Chiesa; perché, nel progetto dell’uomo a servizio dell’uomo, il mondo intero non è una “vigna affidata a vignaioli omicidi”. Fabio Fiorito, coordinatore Via Crucis 2009 In San Domenico Maggiore a Napoli - Sintesi del 06 Marzo
Speciale “Mysterium fidei” la VIA CRUCIS 2009 In San Domenico Maggiore a Napoli Venerdì 6 Marzo 2009 La mia voce ai piedi della croce pure per chi, troppo piccolo, non ha voce
La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti. Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae per generazione, tutti sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori; con il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi. I bambini a cui viene negato il Battesimo, vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori ed esclusi dall’enciclopedia dei santi. Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce” (Vangelo di Matteo, 12,32). A – Elenco delle quattordici “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009” , per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. B – “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante, padre Giacinto Cataldo: A) Hanno letto le Riflessioni “ Voce di chi, bambino, non ha voce..” :
Prima stazione: Gesù, si dona nell’Eucarestia Fabio Fiorito Seconda stazione:Gesù, davanti a Pilato Teresa Scialò Terza stazione: Gesù, carico di croce Ferdinando Raia Quarta stazione: Gesù, <<segno di contraddizione>> incontra sua Madre Marika Lavieri Quinta stazione:Gesù, cade sotto la croce Angela Giordano Sesta stazione: Gesù, è aiutato da un certo Simone di Cirene Simona Ciniglia Settima stazione: Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica Rosaria Fiorito Ottava stazione:Le donne in pianto Sara Luni Nona stazione: Gesù, è spogliato delle sue vesti Francesca(Nome di Battesimo) Decima stazione: La crocifissione Emiliana (Nome di Battesimo) Undicesima stazione: Gesù, muore in croce Pina Cipollaro Dodicesima stazione: Gesù, è deposto dalla croce Ornella Russo Tredicesima stazione: Gesù, è deposto nel sepolcro Mario (Nome di Battesimo) Quattordicesima stazione: Gesù, risorge Lucia Allocca
B) - Ultima stazione: “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante, padre Giacinto Cataldo:
Nel segno della croce, la “carne”, l’ Eucarestia e il “Verbo” fine dell’inizio e l’inizio del compimento.
In questo primo venerdì di Marzo, nel segno della Croce “fine dell’inizio e inizio della fine o compimento”, con la Messa all’altare del Crocifisso che parlò a san Tommaso d’Aquino, concludiamo la “Via crucis”; durante la quale abbiamo cercato di sostare accanto e con chi ha perso la speranza con ogni legame affettivo e sta per perdere, con l’aborto, fin’anche l’ultimo legame che gli resta, quello della vita. Troppo piccolo e “prigioniero” per fuggire o difendersi, non gli resta neppure “voce” per gridare al mondo la propria angoscia.
Gesù “morente sulla croce” affidò tutti (compresi i feti abortivi?!), alla sua stessa Madre la beata Vergine Maria e, attraverso Lei, li affidò anche alla madre Chiesa. Tanto che, a nome del Popolo santo di Dio, nella Messa, il Sacerdote celebrante prega così: “Dio Padre di misericordia, il tuo unico Figlio morente sulla croce ha dato a noi la sua stessa madre la beata Vergine Maria; fa che, sorretta dal suo amore la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli ed unisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”. Così nella Messa, in onore di Maria madre della Chiesa, secondo il “Messale romano” (2^ Ed. it., p. 849).
La Chiesa perciò è consapevole che la salvezza può essere raggiunta unicamente in Cristo per mezzo dello Spirito; e, d’altra parte come madre e maestra, è anche consapevole che non può rinunciare a riflettere sulla sorte di tutti gli esseri umani creati a immagine di Dio, e in modo particolare dei più deboli e di coloro che non sono ancora in possesso dell’uso della ragione e della libertà; specie in questi ultimi tempi, nei quali a livello di manipolazioni genetiche si va perdendo la dignità altissima di ogni essere umano in quanto persona e a livello ecclesiale si è rivelata inadeguata alla luce di una più matura riflessione la stessa teoria teologica del Limbo, peraltro mai entrata nelle definizioni dogmatiche del Magistero. Tanto, tenendo conto pure del principio della gerarchia delle verità nel contesto del disegno universale di Dio, dell’unicità e dell’insuperabilità della mediazione di Cristo nonché della sacramentalità della stessa Chiesa in ordine alla salvezza anche dal peccato originale. Risulta certamente eccellente l’indagine fatta e articolata sul piano biblico, patristico e magisteriale, a cura della Commissione Teologica Internazionale, una indagine che, dopo l’approvazione previa di Benedetto XVI nell’udienza concessa il 19 gennaio 2007, è stata pubblicata con il titolo: “La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza battesimo”, - eccellenti in particolare i nn. da 1 a 69: «Historia quaestionis», «Inquirere vias Domini». Il testo di riferimento, l’ho preso da “La Civiltà Cattolica” (II volume del 5 maggio 2007, pp. 251-264).
Tuttavia questa rassegna per quanto eccellente, non soddisfa per ogni aspetto e quindi non risponde adeguatamente al problema odierno del Battesimo amministrato nel grembo materno ai feti viventi condannati d’aborto. Legittima quindi è la seguente domanda: “Esiste nella tradizione anche recente della Chiesa “un qualcosa” che, già riconosciuto ed approvato dalla Chiesa stessa, possa poi costituire nel contesto della Bibbia e della scienza attuale, motivo di “ragionevole” attendibilità che il mandato di «battezzare», consegnato dal Risorto alla sua Chiesa, sia estensibile in caso di necessità, e quindi applicabile anche nel grembo della madre ai quei feti viventi che oggi per malattia, razzismo o aborto, vengono, a livello medico, alcuni “salvati” e altri invece, “discriminati e condannati” a non nascere mai?
Questo in sostanza è il significato della “Via Crucis” odierna che si conclude all’insegna della croce e dell’eucarestia, quale “fine e inizio del compimento” da noi auspicato; e cioè che, per i meriti del Figlio morente sulla croce, la beata madre Maria sorregga con il suo amore la Chiesa; che è sacramento universale di salvezza: affinché sempre più feconda nello Spirito, essa possa esultare sempre di più, pure per la santità battesimale dei bambini divenuti, per il Regno che non muore, “ figli suoi” nel grembo della loro madre terrena; e possa inoltre esultare quanto prima per l’unione di “tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”.
Venerdì, 6 marzo 2009: Via Crucis, in San Domenico Maggiore – Napoli. Sintesi.
Fabio Fiorito, coordinatore
Speciale "Via Crucis 2009" in San Domenico Maggiore a Napoli.Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009 alle 17,30 in San Domenico Maggiore VIA CRUCIS 2009 EUCARESTIA - CROCE - RISURREZIONE Con la “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”
Alle 17,30 di ogni venerdì di Quaresima, speciale “Via Crucis 2009” in San Domenico Maggiore a Napoli, per evitare “un vuoto reale” nella “Bibliotheca Sanctorum”, nell’Enciclopedia dei Santi.
L’iniziativa è organizzata da un gruppo interdiocesano di laici che ogni sabato sera si incontra dopo le 18, presso la stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco (NA).
Allo scopo di bloccare in qualche modo “il vuoto” che continuamente si determina nella Biblioteca dei Santi ogni volta che un “biglietto” già pagato da Gesù in Croce resta non utilizzato, è stato deciso di celebrare ogni venerdì di Quaresima 2009 nella basilica di San Domenico Maggiore (NA) alle 17,30, una speciale Via Crucis “senza stazioni” per tutti i biglietti che, “pagati” in Croce da Cristo anche per i condannati d’aborto, vengono attraverso il mancato battesimo, tralasciati come biglietti “inutilizzati”; determinando così un vuoto reale nella “Bibliotheca sanctorum”: “santi”secondo la Bibbia sono infatti anche i semplici battezzati (2Corinti 1,1; Efesini 1,1; Filippesi 1,1; Colossesi 1,2).
Il problema riguarda non solo i bambini “nati” che con il mancato battesimo vengono di fatto privati dei grandi benefici derivanti dalla “comunione dei santi” frutto della croce di Cristo, ma riguarda anche e in particolare, tutti i bambini viventi e ”non nati” che, nel grembo materno per malattia o aborto, vengono condannati due volte e cioè a non nascere più con l’aborto, e con il mancato battesimo, a dover morire pure da “colpevoli”. Pur avendo fin «dal concepimento alla morte naturale», gli stessi diritti e la stessa “dignità” di «ogni essere umano» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione “Dignitas personae”, n. 1), i bambini non nati vengono di fatto “discriminati” due volte, rispetto ai bambini nati; i quali se vivono vengono battezzati senza indugio (canone 871) e, in caso di morte imminente, anche contro la volontà dei genitori (canone 868, § 2); in virtù della Parola di Dio (Isaia 49, 15-16; Matteo 28,19) e della stessa funzione di santificare che ha la Chiesa (canone 834 §§ 1 e 2).
Simboli usati: la “Croce” (segno del riscatto “versato”), il cane (simbolo di fedeltà), due luci (Cristo, luce pasquale partecipata ai battezzati), due icone di “salvati”, San Domenico e Santa Caterina, che con i “biglietti pagati in croce e utilizzati” , sono stati inclusi ufficialmente nella “Bibliotheca sanctorum”. In quell’Enciclopedia, questo il senso dell’iniziativa, non restino “vuoti” i posti dei bambini che nel grembo materno per malattia o aborto vengono condannati due volte e cioè a non nascere più con l’aborto e, con il mancato battesimo, a dover morire pure da “colpevoli”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.
La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti.
Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae per generazione, tutti eccetto l’Immacolata, sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori; per il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi. I bambini a cui viene negato il Battesimo, vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori ed esclusi dall’enciclopedia dei santi. Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce (Vangelo di Giovanni, 12,32). «Il Padre vostro vuole che non si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Vangelo di Matteo, 18, 10.14; 19, 14). Allo scopo di colmare un vuoto, in ogni venerdì di Quaresima 2009 alle 17,30 nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, ci saranno quattordici “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.
Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009
Fabio Fiorito, coordinatore.
|
|
|