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Maria S.S. dell'Arcop. Giacinto Cataldo |
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Una tre giorni di riflessione e di preghiera per i soli dirigenti del Gruppo del sabato seraQuesto, in sostanza, è il tipo di condivisione che, a conclusione dell’anno sociale è per il bene integrale dei condannati all’aborto, vogliamo realizzare anche noi con la tre giorni di riflessione e di preghiera nel Monastero delle Monache Domenicane del Rosario a Lettere in provincia di Napoli, dal 5 alla solennità di san Domenico, 8 agosto 2009. Clicca quì per leggere tutto il programma e vedere foto... Via Crucis 2009 "Conclusione"Nella Basilica di san Domenico Maggiore a Napoli
Via Crucis, Venerdì 3 aprile 2009, alle 17, 15: Il punto sulla situazione - Con la Madre sulla Via della Croce per riorganizzare la speranza e battezzare anche i bambini che, nel grembo materno, attraverso manipolazioni selettive e abortive; per legge, vengono destinati a morire pure senza battesimo
Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 06 aprile 2009 - SintesiVia Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli
Leggi tutto l'articolo cliccano qui... Il Gruppo del sabato sera ( Gruppo Laico Interdiocesano di preghiera ) è online ....
Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 27 marzo 2009 - SintesiVenerdì 27 marzo - Per la Vita nascente e per i diritti dei piccoli che non sono diritti umani piccoli
Occorre organizzare la speranza. Perché le attività umane (Gaudium et spes, ,37) son messe quotidianamente in pericolo dalla superbia e dall’amore disordinato di se stessi. Tuttavia esse possono venir purificate e rese perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo, che è Signore e da la vita con il suo santo Spirito.. Redento da Cristo e reso nuova creatura nello Spirito Santo, l’uomo può amare le cose create da Dio, con l’amore stesso di Dio, purificando le attività umane nel mistero pasquale.
Inoltre con l’aiuto solidale di tutti gli uomini di buona volontà, si potrà togliere fra l’altro l’incoerenza culturale e legale di una conduzione politico-demografica che, da una parte, è giustamente e seriamente impegnata contro la guerra e nel tenere in vita (vedi spese di detenzione carceraria) criminali di ogni specie mentre dall’altra, autorizza, come conquista di «civiltà!» e questione di «salute!», la soppressione sistematica di persone innocenti attraverso la legge sulle pratiche abortive”. Inoltre, anche a livello di Chiesa, c’è qualcosa che non è troppo chiaro tra il giusto riconoscimento dei diritti umani nel grembo materno ai concepiti e il mancato battesimo nel grembo materno agli stessi concepiti, in caso di condanna a morte per aborto. Doloroso certamente e tragico, privarli della vita terrena ma non è per certi aspetti ancora più doloroso privarli anche del battesimo, via ordinaria necessaria per la vita eterna? – Tanto, non è forse in contrasto con i meriti della Passione di Gesù Cristo “Redentore del genere umano”, con la sua tenerezza per i bambini (Mc 10,14) e con il mandato di battezzare dato alla Chiesa(Mt 28,19)? La questione del battesimo prima dell’aborto, apre inoltre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini nel grembo materno. Perché con l’Incarnazione, il Figlio di Dio volle assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano; evento storico e salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”.
A – Fra le quattordici “voci”, ne riportiamo alcune”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo
Prima stazione – Gesù, si dona nell’Eucarestia (Mc 14,22-25) - Riflessione di Mario Penna, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: Dove vai a pascolare, o Buon Pastore? Dove vai? Mi manca la chiave per entrare nei tuoi pascoli e nella tua Chiesa. Il battesimo d’acqua, è la chiave Tua, Gesù.. Donalo anche a me, Signore, Gesù.
Riflessione di Rosaria Fiorito. “
Quell’unica pecorella che hai sulle spalle, rappresenta tutta la natura umana. L’hai presa con te, quando, nel grembo verginale della tua madre Maria, sei stato concepito e ti sei «fatto carne». Da allora, la mia natura umana appartiene anche a te e, in certo modo, è legata pure con te. Dove vai ora, Pastore buono? Dove vai in quest’ora in cui Tu , innocente, sei stato condannato secondo una legge fatta da uomini? Dove vai «per servire» (Mc 10,45) e per dare «in riscatto» la propria vita? Seconda stazione - Gesù davanti a Pilato (Mc 15, 1-5) Riflessione di Ferdinando Raia, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: “Gesù, Pastore mio, davanti a Pilato anche i sacerdoti sono contro di te e le loro accuse non sono poche, ma «molte accuse»(Mc 15, 3). In realtà Gesù la storia della tua passione non comincia ora con queste accuse bensì da quando eri ancora nel grembo materno e da quando dovevi nascere e non trovando «posto» per culla, ti fu data una mangiatoia di animali. Piccolo ancora e non sapevi neppure camminare, per non essere ammazzato da Erode, fosti portato in fretta e di notte, in Egitto tra le braccia di tua madre sul dorso di un asino. Gesù, Pastore mio, ci sarà qualcuno che vorrà portarmi lontano da coloro che, qui ed ora, vogliono la mia morte? Riflessione di Antonio Annunziata: Pilato come Erode per uccidere Gesù (Mc 15, 1-5;Mt 2, 13-15)
“Gesù, io, piccolo, sto come stavi tu, davanti ad Erode e davanti a Pilato «dopo il consiglio tenuto». Pure contro di me è stato tenuto un certo “consiglio”; in cui hanno deciso di farmi fuori dal grembo in cui mi trovo. Gesù, quando anche tu eri piccolo nel grembo di tua madre, intervenne in sogno un angelo per impedire che tu con tua madre venissi abbandonato «in segreto» (Mt 1,19). Gesù, Pastore mio, «dopo il consiglio tenuto» contro di te e contro di me, ci sarà ancora un angelo dal cielo per “salvare” te e aiutare anche me? Terza stazione - Gesù, caricato di croce (Mt 27, 31), Riflessione di Francesca Viscovo,“Voce” di chi, bambino, non ha voce:
“« … e lo portarono via» (Mt 27,31). Con l’aborto, o Gesù, porteranno via anche me. E non so dove andrò a finire. Ti prego, Gesù, prendimi con Te. Perché non posso venire anch’io con Te? Che forse Tu, Gesù, non sei stato “caricato di croce” anche per me? Attirami a Te, Gesù. Mostrami il posto che nel Regno tuo, hai preparato per tutti e anche per me. Sarà un posto senza nome, il posto mio? Perché, Gesù, io non un nome. Pastore buono, non sei Tu Colui che chiama per nome? Chiama per nome anche me. Perché, possa ascoltare anch’io la voce tua; e, grazie alla croce tua, io, che non sento più la voce di mia madre, potrò seguire Te e la voce tua, nel Regno tuo, dove finalmente avrò un posto anch’io e dal quale nessuno mai potrà portarmi “via”. Riflessione di Carmela Borriello: «dopo averlo schernito, … » (Mt 27,31). Lo scherno, e Tu lo sai o Gesù, è già come una crocifissione del cuore, specie se il Cuore è grande com’è grande il Cuore che hai Tu. Lo scherno, Gesù, è terribile. Più terribile della spogliazione dei vestiti. È come una spogliazione dell’anima. Ricordi, Gesù? Lo confidasti Tu stesso ai tuoi amici più intimi:“L’anima mia, dicesti, è triste fino a morire”. Gesù, a chi potrò confidare l’angoscia mia che, dal grembo di mia madre, sento nel cuore mio e nella tristezza dell’anima mia? Riflessione di Maria Di Micco: “Perché, o Gesù, anche se io non ho il mantello che avevi Tu. Ho tuttavia un’anima; fin da quando sono stata concepita. Non sono “materia” da buttare via. Cuore di Gesù, ho anch’io un cuore mio e un’anima mia.. Non farmi buttare via, Gesù. Aiutami, Tu. L’acqua sgorgata dal Cuore tuo, Gesù, donala anche all’anima mia. Perché, coloro che vengono a portami via non lo sanno: che il cuore e l’anima, li ho anch’io. B - Ultima stazione - “Ascolta, Signore, il grido del povero” (dal Salmo Responsoriale, 33) (Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante) Il fine ultimo e determinante della Via Crucis, non è la morte ma la Vita in ogni sua dimensione. Fin dal grembo materno; grembo che è culla del diritto nascente e sacrario di vita; non calvario di morte. Avete sentito il libro della Sapienza? -“Dicono tra sé con ragionamenti errati” (Sap 2,1.12-22; Gv 7, 1-2.10.25-30).
Contro l’immane flagello dell’aborto, occorre organizzare la speranza con ogni mezzo lecito affinché non venga ulteriormente elusa la “urgenza umana e civile” di un rimedio etico e politico a cui oggi nonostante le grandi difficoltà, laici di buona volontà e credenti di ogni popolo e nazione, possono per rispettiva competenza offrire la loro solidale, valida collaborazione. Perché il grembo materno , in ogni popolo e nazione, sia riconosciuto e tutelato come culla di diritto alla vita e non sia ridotto a spietato calvario di morte.
Dal Cuore di Cristo Crocifisso derivarono non solo i meriti per cui l’Immacolata Concezione nel grembo materno, fu preservata immune da ogni macchia originale ma, dallo steso Cuore aperto, derivarono anche la Chiesa e i Sacramenti per la salvezza di ogni altro essere umano, concepito nel peccato originale. La liberazione dal peccato originale mediante il battesimo vale sia per i nascituri abortiti che per gli altri nascituri che proseguiranno normalmente la loro esistenza. È certamente molto diverso per il futuro del bambino vivere o non vivere una maternità in grazia e in comunione con Dio, sia per la sua vita futura che per la stessa società. La grazia gratifica e perfeziona la dignità della natura umana dal concepimento alla morte. «Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana, deve essere posto al centro della riflessione etica sulla ricerca biomedica» ( “Dignitas personae”, Istruzione della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, 8 settembre 2008, Introduzione, n. 1).
Inoltre la questione del battesimo prima dell’aborto, apre una questione più ampia che riguarda la salute spirituale di tutti i bambini e non solo di quelli che sono nel grembo materno.
- Perché con la Sua Incarnazione, il Figlio di Dio volle assumere nel grembo verginale di Maria la natura umana per realizzare in essa e con essa la salvezza del genere umano; evento storico e salvifico collegato strettamente al mistero pasquale della Croce, a cui il Battesimo come «Prima Pasqua» è strutturalmente e significativamente connesso.
La Via Crucis pertanto, vale anche per riflettere sulla tutela della vita innocente fin dal grembo materno e non solo. Perché Dio è amante della Vita e non dimentica il frutto delle «viscere» materne neanche nel caso in cui tale frutto viscerale viene dimenticato dalla sua propria madre(Is 49, 1-16). In pericolo di morte, il bambino è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori (Canone 868 § 2). Perché in tutto l’arco della sua esistenza terrena, Gesù meritò anche per i bambini e fu obbediente al Padre fino alla morte sulla croce, allo scopo di essere il Salvatore del genere umano, a partire dal suo concepimento nel grembo materno (Lc 1,31-33).
Fabio Fiorito coordinatore. Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 20 marzo 2009 - SintesiVenerdì 20 marzo Via Crucis per i bambini uccisi nel grembo materno - Sintesi
Attualmente specie dopo Obama, per ragioni molteplici non solo di natura economica e demografica, ma soprattutto per ragioni di interesse ideologico, politico, pseudoscientifico e pseudo culturale, il grembo della madre è divenuto in realtà il posto meno sicuro per ogni essere umano, indifeso e non autosufficiente. Perché in ogni momento di quei lunghi mesi di gestazione, incombe su quell’“ospite innocente” il pericolo di essere “sfrattato”: anche su di lui, nella culla della vita, incombe infatti l’ombra della morte e il mistero della Croce. “Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”(Inno della Passione). Dio dona la vita; non la toglie. Con gli uomini invece, la logica cambia musica: non bastano la “lingua” e il “cuore”, se manca una “voce” tanto forte da far valere in quanto persona, i propri diritti, fin dal concepimento e per tutto il tempo che uno resta nel grembo della madre. La Croce invece è il segno dell’amore solidale che Dio ha per tutti e anche per i piccoli ospiti del grembo materno. Le primizie della salvezza infatti furono applicate proprio in quella particolare culla della vita che è il grembo della donna. «Signore Gesù, in sant’Anna e in santa Elisabetta, nell’ultima Cena e sulla Croce, quel che conta per il “posto” nel Regno, lo hai compiuto Tu» (piccola professione di fede cristologica). Verbo eterno e creatore, Gesù – lo sappiamo dalla Bibbia -, volle “ incarnarsi”; e, restando vero Dio, volle divenire anche vero uomo nel grembo di Maria. Unendo nella Sua unica Persona divina la natura divina impassibile, alla natura umana passibile di ogni uomo, divenne, per tutti, nel grembo di Maria e fin dal primo istante del suo concepimento, il Salvatore solidale dell’intero genere umano. Ad ogni contrapposizione egoistica, occorre rispondere con la condivisione solidale. Fin dal concepimento e da quando, al suo primo mese nel grembo materno di Maria, Gesù infatti volle condividere con Elisabetta, nella casa di Zaccaria, la gioia messianica dell’incontro e del «saluto»: segni augurali di “buona” salute, di vita e di gioia. L’aborto invece è il segno e la negazione opposta di tutto questo; perché è la soppressione, anche legale, di ogni diritto umano a partire da quello primario e fondamentale della “vita innocente”. Al tempo di Erode, i Giudei, sobillati da persuasori interessati, reclamarono la “morte legale” di Gesù: «Noi, dissero, abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire» (Gv 19,7). Non è possibile conoscere il numero delle voci che allora, in piazza, chiesero a Pilato la morte dell’innocente Gesù; è possibile invece, pervenire in certo modo, al numero delle tante voci che, in Italia, determinarono la codificazione della legge n. 194 del 22 maggio 1978, con la quale oggi si autorizza, a spese dello Stato, la soppressione della vita innocente mediante l’aborto. Per quelle voci, per noi e per tutti, durante questa “Via Crucis”, ripetiamo la stessa preghiera di misericordia e di perdono che, sulla Croce, fece Gesù: “Perdona, Padre, perdonali”!
A – Fra le quattordici, ecco tre “voci” relative alla 7^,8^ e 9^, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, per tutti e in particolare per chi, ancora bambino nel grembo materno, non ha voce sufficientemente forte per reclamare i propri diritti e già “condannato” a non nascere mai con l’aborto, deve morire pure come “colpevole” e senza battesimo.
Settima stazione - Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica (Is 53, 2-3) – Riflessione di Luca Balestra, “Voce” di chi, bambino, non ha voce :
Gesù, il mio volto non ha apparenza né bellezza per attirare gli sguardi. La stessa legge che solitamente e per natura deve riconoscere e tutelare i diritti, non mi riconosce alcun diritto; neppure quello primario e fondamentale della vita. In base alla Legge n. 194 del 22 maggio 1978, il Popolo italiano infatti ha decretato che, disprezzato e reietto, io devo morire. Gesù, anch’io, in certo modo, sono come te, che fosti “disprezzato e reietto” anche Tu (Is 53,2-3). Perdono; perdonali, Gesù. Il volto tuo, Gesù, è in qualche modo, come il volto mio: sfigurato dall’abbandono, mi ritrovo “macchiato” da un peccato che non ho commesso io. Sono diventato come uno davanti al quale ci si copre il volto: Gesù, estraneo sono per i miei fratelli, forestiero sono per i figli di mia madre (Sal 69, 8-9). Gesù, la Veronica asciugò il volto tuo; ci sarà ancora una donna che vorrà guardare e pulire pure il volto mio? Per l’acqua ad Eluana Englaro, quante voci! Per me che sono senza voce, ci sarà ancora qualche voce? Dal Cuore tuo aperto a tutti e per tutti, uscì sangue ed acqua: Gesù, ci sarà ancora pure per me un po’ di quel sangue e po’ di quell’acqua?
Ottava stazione, Le donne in pianto (Lc 23, 27-28) – Riflessione di Teresa Scialò, “Voce” di chi, bambino, non ha voce: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli» (Lc 23, 27-28). Gesù, Pastore mio, pensavi anche a me quando parlavi dei figli alle donne di Gerusalemme? Dimmi, Gesù, ci sono anch’io nel Cuore tuo e nel pianto di quelle donne? Ma qui oggi, chi piange per me? Pastore mio, pure per me, come per Te, è stata decretata la condanna a morte. E, in certo modo, per un mistero che non capisco, la morte mia si somma alla morte tua: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt 25,40). Grazie, Gesù, ciò che conta, l’hai pensato e l’hai fatto tu; per tutti e pure a me. Grazie, Gesù. Fammi sapere dove abiti Tu. Al latte materno negatomi, supplisca, Gesù, l’acqua che mi dai tu. Zampilli quell’acqua come sorgente di vita eterna, pure per me. Ed io, Gesù, col nome mio, verrò anch’io nel gregge del pascolo tuo. Grazie, Gesù, grazie perché , con me e per me, ci sei davvero soltanto Tu. Nona stazione – Riflessione di Fabio Fiorito, “Voce” di chi, bambino, non ha voce - Gesù è spogliato delle sue vesti: «Si spartirono le sue vesti» (Mt 27, 36-37).
Gesù, non si contentarono di spartirsi ciò che era tuo; ma, con le vesti, vollero toglierti pure la vita. Anch’io, o Gesù, sono come Te: sacrificato a causa del profitto, mi viene negato pure il diritto alla vita.. Pastore mio, Gesù, perdono come hai perdonato Tu. Ma l ’acqua tua donala anche a me. E guarda anche a quanti sono relegati, con me e come me, nel numero senza numero dei tanti che non dovranno nascere più. Con il tuo Battesimo di luce, splenda verticalmente anche su di me e su di loro, il sole che sei tu. Perché la speranza «ultima a morire» sei soltanto tu, Gesù, che sei morto e non muori più. Pastore buono, Gesù, ci resti e mi resti, soltanto Tu. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. B - Ultima stazione - Celebrazione della Messa, rinnovamento del sacrificio della Croce. “Signore, tu hai parole di vita eterna.” (Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante) Il cuore della legge e dei Comandamenti è l’amore a Dio e al prossimo. Gesù (Mc 12, 28-34) ne ha fatto la norma di vita anche per chiunque vuole camminare sulla sua stessa via. La via della Vita e dell’Amore solidale anche per i più piccoli, annidati nella culla della vita che è il grembo della madre. L’amore di Dio è in particolare, un inno biblico solidale con la vita nascente. Infatti la gioia e i meriti messianici di Gesù, avuti nel grembo e partendo dal grembo, invasero non solo il grembo materno di sant’ Anna al concepimento immacolato di Maria totalmente «piena di grazia» (Lc 1, 28; Bolla pontificia “Inneffabilis Deus”); ma invasero anche il grembo di Elisabetta nella casa del sacerdote Zaccaria. Tanto che, a livello dialogico e comunicativo, a partire dal “saluto” che Maria quando era al suo primo mese di gestazione, rivolse ad Elisabetta gestante al sesto mese nella casa di Zaccaria, sono “esplosi” di fronte alle meraviglie della vita nascente, ben quattro inni di benedizione e di lode che, dopo due millenni, restano ancora tra i più eccellenti e tra i più ripetuti della preghiera cristiana, in ogni luogo e in ogni lingua: 1 - la benedizione di Elisabetta per la madre del Signore: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1, 42-43); 2 – l’esultanza avvertita nel grembo della madre e dal grembo materno esternata e condivisa dal piccolo Giovanni che, bambino ancora nel grembo, vive e, a modo suo proprio, fa sentire la sua presenza: «Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44); 3 – il “Magnificat” di Maria, gestante al primo mese: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore» (Lc 1, 46-47); 4 – il “Benedictus” di Zaccaria che, proclama: «Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti» (Lc 1, 68-69). “Signore, tu solo hai parole di vita eterna”. L’abbiamo detta nel Salmo responsoriale questa invocazione, la ricordiamo ora con dolore nell’omelia pensando ai milioni di bambini che in ogni parte del mondo e fin dal primo mese del loro concepimento sono estirpati dalla loro culla vitale che è il grembo materno e senza pietà condannati, per malattia, manipolazioni genetiche e aborto, a non nascere mai. Ad essi, piccoli e preferiti da Gesù, è tolta, per vie di fatto, finanche la gioia battesimale della grazia, meritata in Croce e anche per loro da Gesù. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Il problema del battesimo amministrato, in caso di necessità, ai bambini che vivono nel grembo materno, non è un problema di scarsa importanza né è problema isolato; perché – e lo faceva notare il grande Pontefice Giovanni Paolo II -, «tanti altri temi fondamentali si intrecciano intimamente con questo: la volontà salvifica universale di Dio, la mediazione unica e universale di Gesù Cristo, il ruolo della Chiesa sacramento di salvezza, la teologia dei sacramenti, il senso del peccato originale». Il piccolo Giovanni non aveva ancora voce sufficientemente forte per proclamare all’esterno tutta l’esultanza di quell’incontro col bambino Gesù, «frutto benedetto» del seno di Maria; però a modo suo proprio e attraverso sua madre Elisabetta gestante, riuscì ad esternare lo stesso ciò che provava in quel momento e, pur essendo senza “voce”, lo fece sapere anche a Maria. Come? Lo rivela a Maria, la stessa Elisabetta: «appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1, 44). La scienza, su questo punto, conferma ciò che, tra gestanti, dice la Bibbia. Fabio Fiorito, coordinatore Via Crucis 2009 in San Domenico Maggiore a Napoli - Venerdì 13 Marzo - Sintesi“Ti saluto, Croce santa, che portasti il Redentor: gloria, lode, onor ti canta, ogni lingua ed ogni cuor”. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Con questo “saluto” e con questa “invocazione”, vogliamo essere “voce” all’ombra della Croce di Gesù, per tutte le vittime della violenza; ma in modo particolare vogliamo essere “voce” per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. Ricordando inoltre l’8 marzo festa della donna, abbiamo premesso, all’omelia fatta dal sacerdote nella Messa di questo venerdì 13 c.m., l’invocazione o voce vicaria di tre donne una madre Angela Giordano e due ragazze Marika e Lucia, a favore dei bambini che con l’aborto, vengono condannati a non nascere mai e a morire pure senza battesimo.
A – Dall’elenco delle quattordici “voci” una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, ne riportiamo soltanto tre relative alle stazioni quarta, quinta e sesta per chi, ancora bambino, ha la lingua ed ha anche il cuore ma non ha una voce sufficiente forte per reclamare i propri diritti cosicché, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”.
Marika Lavieri Quarta stazione – Gesù «segno di contraddizione» incontra sua madre (Luca 2, 34-35) - “Voce” per chi, bambino non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Gesù, anch’io sono in certo modo un segno di contraddizione: in mia madre, non posso incontrare mia madre e il suo sguardo materno, nel volto. Lungo la “Via” del Calvario, con tua madre, ci fu un incontro di cuori lacerati dalla sofferenza più viva; sofferenza viva anche per tua madre, fin da quando, bambino ancora, Tu, Gesù, fosti presentato nel tempio e fosti preso tra le braccia di Simeone che a Maria madre tua disse: «E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Luca 2,34-35). Gesù, tu vedi tutto e puoi vedere finanche quando un’anima viene trafitta dalla spada. Sei la Luce delle genti, Gesù; mostrami la luce del volto tuo. Mentre ti parlo, il volto di mia madre sarà triste. Ed io, nel grembo suo, sono come «una cosa qualunque» senza nome. Gesù, fa che anch’io abbia il mio nome, come l’avesti tu. Per te, Verbo incarnato e non ancora nato ma vivo nel grembo di tua madre Maria, l’angelo disse: «lo chiamerai Gesù» (Matteo 1, 21; Lc 1, 31). Gesù, Pastore mio, ci sarà qualche angelo oppure un Simeone anche per me; affinché prima di morire, mentre vivo in mia madre, abbia anch’io il nome mio, come l’avesti tu?
Angela Giordano Quinta stazione Gesù cade sotto la croce (Ebrei 2,18; 12, 2). -“Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: Pastore mio, sei caduto anche Tu. E sei caduto anche per me. Tu sei in grado di venire in aiuto mio «Proprio perché sei stato messo alla prova ed hai sofferto personalmente» (Ebrei 2,18;12,2). Il tuo stesso nome, Gesù, mostra la tua bontà salvifica verso tutti. E anche verso di me, che neppure esisterei se, Tu Verbo eterno e creatore, nel grembo di mia madre con il tuo amore, non mi avessi pensato e creato tu. Per la tua caduta sotto la croce, Gesù, salva mia madre e salva anche me. Amante dei piccoli, Gesù, pensami Tu.
Lucia Allocca Sesta stazione - Gesù è aiutato da un certo Simone di Cirene (Marco 15, 21)- “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”: - Gesù, tu conosci tutto e sai come e perché io mi trovo qui. E sai anche che Simone di Cirene padre di Alessandro e Rufo, è simbolo di tutti coloro che si sacrificano per alleviare le pene dei fratelli. Gesù, ci saranno ancora dei Cirenei pure per me e per quanti, nel grembo materno per malattia o aborto, son condannati a non nascere più? - Scartato come “cosa inutile” e senza battesimo: son condannato come «colpevole». Se sto qui, Gesù, è perché tu pensi e puoi aiutare anche a me, che sono così piccolo. Gesù, Re e Cireneo mio, mi resti solo tu: salvami tu e salvaci tu!
B - Ultima stazione - Celebrazione dell’Eucarestia, Sintesi dell’omelia del sacerdote celebrante. “O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te”. Il mondo non è una “vigna affidata a vignaioli omicidi” (Matteo 21, 33-38). Per la vittoria della Croce, il mondo è diventato destinatario del vangelo della vita, fisica e spirituale. “Andate, ammaestrate, battezzate” (Matteo 28,19): queste parole di Gesù “amante della Vita,” suonano urgenti particolarmente oggi, non solo all’interno della Chiesa in cui per disinformazione e ignoranza sull’importanza del Battesimo, si da il caso frequente e crescente di battezzati che cercano di sbattezzarsi e di genitori “cristiani” che rimandano o non battezzano affatto i loro bambini. Ma le parole di Gesù suonano urgenti anche all’esterno della Chiesa nel mondo “laico” che, a livello antropologico, si dimostra sempre più favorevole ad un allargamento delle maglie legislative che con l’aborto autorizzano di fatto la soppressione ingiusta e inumana di un “soggetto umano” indifeso e innocente; tanto, per ragioni poco chiare o, spesso, di interesse ideologico, economico, politico, pseudoscientifico e, in ogni caso, ritenendo la vita nascente non meritevole di tutela. In contrasto con la ragione e con la giustizia. Perché tutti quei bambini che, fin dal loro concepimento, quindi anche prima di nascere e durante la loro permanenza nel grembo della madre, sono, in quanto soggetti umani, titolari personali dei diritti umani allo stesso modo dei bambini già nati e, come i bambini nati, destinatari della redenzione operata da Cristo in Croce. Questo risulta fra l’altro ribadito anche se in circostanze, accenti e toni diversi, dalla Bibbia, dalla scienza e da due documenti ufficiali della Chiesa: la Bolla “Ineffabilis Deus”, con cui nel 1854, Pio IX definì e proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione, perché «redenta fin dal suo concepimento, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano» (DENZ-SCHÖNM, 2803), e la “Dignitas personae”, Istruzione della Sacra Congregazione della Fede “su alcune questioni di bioetica”, a proposito delle quali, al n. 1, è detto che al centro della riflessione etica, va posto questo principio fondamentale, che esprime un grande “sì” alla vita umana: «Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona». Documento pubblicato con l’approvazione del Papa Benedetto XVI il 20 giugno 2008. In quanto “persona”, quindi, “ad ogni essere umano” anche prima di nascere, va riconosciuto il “diritto” e la dignità di sentirsi tutelato nella vita fisica e, con il battesimo, sentirsi tutelato anche nella vita spirituale. Infatti «I feti abortivi, se vivono, nei limiti del possibile, siano battezzati»: canone 871 del diritto ufficiale della Chiesa Cattolica, diritto valevole per i battezzati e valevole nel rispetto della libertà di coscienza, anche per quei laici non battezzati che, operando nelle strutture sanitarie statali o private, possono in caso di necessità, amministrare validamente il battesimo per conto della Chiesa e secondo quanto intende la Chiesa stessa; la quale, pure in quella circostanza di pericolo mortale e in virtù del mandato stesso ricevuto da Gesù, si preoccupa maternamente di assicurare al feto battezzando, il dono prezioso della vita soprannaturale ed eterna, meritata dal prezzo salvifico ed universale dell’Incarnazione e della Croce di Cristo, Salvatore «del genere umano». Tanto, nel rispetto delle rispettive competenze dello Stato e della Chiesa; perché, nel progetto dell’uomo a servizio dell’uomo, il mondo intero non è una “vigna affidata a vignaioli omicidi”. Fabio Fiorito, coordinatore Via Crucis 2009 In San Domenico Maggiore a Napoli - Sintesi del 06 Marzo
Speciale “Mysterium fidei” la VIA CRUCIS 2009 In San Domenico Maggiore a Napoli Venerdì 6 Marzo 2009 La mia voce ai piedi della croce pure per chi, troppo piccolo, non ha voce
La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti. Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae per generazione, tutti sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori; con il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi. I bambini a cui viene negato il Battesimo, vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori ed esclusi dall’enciclopedia dei santi. Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce” (Vangelo di Matteo, 12,32). A – Elenco delle quattordici “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009” , per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. B – “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante, padre Giacinto Cataldo: A) Hanno letto le Riflessioni “ Voce di chi, bambino, non ha voce..” :
Prima stazione: Gesù, si dona nell’Eucarestia Fabio Fiorito Seconda stazione:Gesù, davanti a Pilato Teresa Scialò Terza stazione: Gesù, carico di croce Ferdinando Raia Quarta stazione: Gesù, <<segno di contraddizione>> incontra sua Madre Marika Lavieri Quinta stazione:Gesù, cade sotto la croce Angela Giordano Sesta stazione: Gesù, è aiutato da un certo Simone di Cirene Simona Ciniglia Settima stazione: Il volto di Gesù asciugato dalla Veronica Rosaria Fiorito Ottava stazione:Le donne in pianto Sara Luni Nona stazione: Gesù, è spogliato delle sue vesti Francesca(Nome di Battesimo) Decima stazione: La crocifissione Emiliana (Nome di Battesimo) Undicesima stazione: Gesù, muore in croce Pina Cipollaro Dodicesima stazione: Gesù, è deposto dalla croce Ornella Russo Tredicesima stazione: Gesù, è deposto nel sepolcro Mario (Nome di Battesimo) Quattordicesima stazione: Gesù, risorge Lucia Allocca
B) - Ultima stazione: “A tavola con Gesù” Celebrazione dell’Eucarestia - Sintesi dell’omelia fatta dal sacerdote celebrante, padre Giacinto Cataldo:
Nel segno della croce, la “carne”, l’ Eucarestia e il “Verbo” fine dell’inizio e l’inizio del compimento.
In questo primo venerdì di Marzo, nel segno della Croce “fine dell’inizio e inizio della fine o compimento”, con la Messa all’altare del Crocifisso che parlò a san Tommaso d’Aquino, concludiamo la “Via crucis”; durante la quale abbiamo cercato di sostare accanto e con chi ha perso la speranza con ogni legame affettivo e sta per perdere, con l’aborto, fin’anche l’ultimo legame che gli resta, quello della vita. Troppo piccolo e “prigioniero” per fuggire o difendersi, non gli resta neppure “voce” per gridare al mondo la propria angoscia.
Gesù “morente sulla croce” affidò tutti (compresi i feti abortivi?!), alla sua stessa Madre la beata Vergine Maria e, attraverso Lei, li affidò anche alla madre Chiesa. Tanto che, a nome del Popolo santo di Dio, nella Messa, il Sacerdote celebrante prega così: “Dio Padre di misericordia, il tuo unico Figlio morente sulla croce ha dato a noi la sua stessa madre la beata Vergine Maria; fa che, sorretta dal suo amore la tua Chiesa, sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli ed unisca tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”. Così nella Messa, in onore di Maria madre della Chiesa, secondo il “Messale romano” (2^ Ed. it., p. 849).
La Chiesa perciò è consapevole che la salvezza può essere raggiunta unicamente in Cristo per mezzo dello Spirito; e, d’altra parte come madre e maestra, è anche consapevole che non può rinunciare a riflettere sulla sorte di tutti gli esseri umani creati a immagine di Dio, e in modo particolare dei più deboli e di coloro che non sono ancora in possesso dell’uso della ragione e della libertà; specie in questi ultimi tempi, nei quali a livello di manipolazioni genetiche si va perdendo la dignità altissima di ogni essere umano in quanto persona e a livello ecclesiale si è rivelata inadeguata alla luce di una più matura riflessione la stessa teoria teologica del Limbo, peraltro mai entrata nelle definizioni dogmatiche del Magistero. Tanto, tenendo conto pure del principio della gerarchia delle verità nel contesto del disegno universale di Dio, dell’unicità e dell’insuperabilità della mediazione di Cristo nonché della sacramentalità della stessa Chiesa in ordine alla salvezza anche dal peccato originale. Risulta certamente eccellente l’indagine fatta e articolata sul piano biblico, patristico e magisteriale, a cura della Commissione Teologica Internazionale, una indagine che, dopo l’approvazione previa di Benedetto XVI nell’udienza concessa il 19 gennaio 2007, è stata pubblicata con il titolo: “La speranza della salvezza per i bambini che muoiono senza battesimo”, - eccellenti in particolare i nn. da 1 a 69: «Historia quaestionis», «Inquirere vias Domini». Il testo di riferimento, l’ho preso da “La Civiltà Cattolica” (II volume del 5 maggio 2007, pp. 251-264).
Tuttavia questa rassegna per quanto eccellente, non soddisfa per ogni aspetto e quindi non risponde adeguatamente al problema odierno del Battesimo amministrato nel grembo materno ai feti viventi condannati d’aborto. Legittima quindi è la seguente domanda: “Esiste nella tradizione anche recente della Chiesa “un qualcosa” che, già riconosciuto ed approvato dalla Chiesa stessa, possa poi costituire nel contesto della Bibbia e della scienza attuale, motivo di “ragionevole” attendibilità che il mandato di «battezzare», consegnato dal Risorto alla sua Chiesa, sia estensibile in caso di necessità, e quindi applicabile anche nel grembo della madre ai quei feti viventi che oggi per malattia, razzismo o aborto, vengono, a livello medico, alcuni “salvati” e altri invece, “discriminati e condannati” a non nascere mai?
Questo in sostanza è il significato della “Via Crucis” odierna che si conclude all’insegna della croce e dell’eucarestia, quale “fine e inizio del compimento” da noi auspicato; e cioè che, per i meriti del Figlio morente sulla croce, la beata madre Maria sorregga con il suo amore la Chiesa; che è sacramento universale di salvezza: affinché sempre più feconda nello Spirito, essa possa esultare sempre di più, pure per la santità battesimale dei bambini divenuti, per il Regno che non muore, “ figli suoi” nel grembo della loro madre terrena; e possa inoltre esultare quanto prima per l’unione di “tutti i popoli del mondo in un'unica famiglia”.
Venerdì, 6 marzo 2009: Via Crucis, in San Domenico Maggiore – Napoli. Sintesi.
Fabio Fiorito, coordinatore
Speciale "Via Crucis 2009" in San Domenico Maggiore a Napoli.Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009 alle 17,30 in San Domenico Maggiore VIA CRUCIS 2009 EUCARESTIA - CROCE - RISURREZIONE Con la “Voce” di chi, bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”
Alle 17,30 di ogni venerdì di Quaresima, speciale “Via Crucis 2009” in San Domenico Maggiore a Napoli, per evitare “un vuoto reale” nella “Bibliotheca Sanctorum”, nell’Enciclopedia dei Santi.
L’iniziativa è organizzata da un gruppo interdiocesano di laici che ogni sabato sera si incontra dopo le 18, presso la stazione Circumvesuviana di Madonna dell’Arco (NA).
Allo scopo di bloccare in qualche modo “il vuoto” che continuamente si determina nella Biblioteca dei Santi ogni volta che un “biglietto” già pagato da Gesù in Croce resta non utilizzato, è stato deciso di celebrare ogni venerdì di Quaresima 2009 nella basilica di San Domenico Maggiore (NA) alle 17,30, una speciale Via Crucis “senza stazioni” per tutti i biglietti che, “pagati” in Croce da Cristo anche per i condannati d’aborto, vengono attraverso il mancato battesimo, tralasciati come biglietti “inutilizzati”; determinando così un vuoto reale nella “Bibliotheca sanctorum”: “santi”secondo la Bibbia sono infatti anche i semplici battezzati (2Corinti 1,1; Efesini 1,1; Filippesi 1,1; Colossesi 1,2).
Il problema riguarda non solo i bambini “nati” che con il mancato battesimo vengono di fatto privati dei grandi benefici derivanti dalla “comunione dei santi” frutto della croce di Cristo, ma riguarda anche e in particolare, tutti i bambini viventi e ”non nati” che, nel grembo materno per malattia o aborto, vengono condannati due volte e cioè a non nascere più con l’aborto, e con il mancato battesimo, a dover morire pure da “colpevoli”. Pur avendo fin «dal concepimento alla morte naturale», gli stessi diritti e la stessa “dignità” di «ogni essere umano» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione “Dignitas personae”, n. 1), i bambini non nati vengono di fatto “discriminati” due volte, rispetto ai bambini nati; i quali se vivono vengono battezzati senza indugio (canone 871) e, in caso di morte imminente, anche contro la volontà dei genitori (canone 868, § 2); in virtù della Parola di Dio (Isaia 49, 15-16; Matteo 28,19) e della stessa funzione di santificare che ha la Chiesa (canone 834 §§ 1 e 2).
Simboli usati: la “Croce” (segno del riscatto “versato”), il cane (simbolo di fedeltà), due luci (Cristo, luce pasquale partecipata ai battezzati), due icone di “salvati”, San Domenico e Santa Caterina, che con i “biglietti pagati in croce e utilizzati” , sono stati inclusi ufficialmente nella “Bibliotheca sanctorum”. In quell’Enciclopedia, questo il senso dell’iniziativa, non restino “vuoti” i posti dei bambini che nel grembo materno per malattia o aborto vengono condannati due volte e cioè a non nascere più con l’aborto e, con il mancato battesimo, a dover morire pure da “colpevoli”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.
La croce è la bilancia unica ed universale della giustizia salvifica perché dal Cuore di Gesù crocifisso sono scaturiti la Chiesa e i sacramenti.
Per il peccato originale che è come una malattia che si contrae per generazione, tutti eccetto l’Immacolata, sono inclusi nell’Enciclopedia dei peccatori; per il Battesimo via ordinaria di salvezza, tutti vengono gratuitamente inclusi nell’Enciclopedia dei santi. I bambini a cui viene negato il Battesimo, vengono lasciati nell’enciclopedia dei peccatori ed esclusi dall’enciclopedia dei santi. Contrariamente a quanto lo stesso Gesù ha detto: “attirerò tutti a me quando sarò elevato sulla croce (Vangelo di Giovanni, 12,32). «Il Padre vostro vuole che non si perda neanche uno solo di questi piccoli» (Vangelo di Matteo, 18, 10.14; 19, 14). Allo scopo di colmare un vuoto, in ogni venerdì di Quaresima 2009 alle 17,30 nella Basilica di San Domenico Maggiore a Napoli, ci saranno quattordici “voci”, una ad ogni stazione della “Via Crucis 2009”, per chi, ancora bambino, non ha voce e, “condannato a non nascere mai, deve morire pure senza battesimo”. La mia voce ai piedi della croce per chi, troppo piccolo, non ha voce.
Napoli, Venerdì 27 febbraio 2009
Fabio Fiorito, coordinatore.
Recitiamo il Rosario pure per i condannati d'aborto "11 febbraio 2009" (parte prima)RECITIAMO IL ROSARIO PURE PER I CONDANNATI D’ABORTO
L’esecuzione abortiva della condanna a morte contro un innocente per giunta proprio figlio annidato nel grembo materno, è ad ogni livello un crimine senza pari. A causa di molteplici circostanze non solo economiche e demografiche ma soprattutto politiche e pseudo culturali, il grembo della madre, oggi, è il posto meno sicuro per un essere umano, indifeso e non autosufficiente. Occorre perciò “organizzare la speranza” con ogni mezzo lecito e, conoscendone la potenza, “usare” anche il Rosario di Maria: affinché non venga più ulteriormente elusa la “urgenza umana e civile” di un rimedio politico contro l’immane flagello dell’aborto, a cui oggi nonostante le grandi difficoltà, Stato e Chiesa, laici di buona volontà e credenti di ogni popolo e nazione, possono per rispettiva competenza offrire la loro solidale, valida collaborazione. Inoltre sul piano specifico della fede e della ragione, della Bibbia e della scienza, occorre organizzare la speranza per discernere se, in base al mandato di battezzare dato da Gesù e alle solite condizioni stabilite dalla Chiesa, non siano da includere tra i destinatari battezzandi anche i bambini che, nel grembo materno, per malattia o aborto vengono destinati a non nascere più. Conoscendo la potenza del Rosario, imploriamo la misericordia divina e l’aiuto della Vergine Maria: che proprio per i peccatori fu concepita immacolata nel grembo materno di sant’Anna, in virtù dei “ meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano”; genere umano a cui in quanto persone e per diritto di natura, fin dal loro concepimento, appartengono pure i non nati condannati d’aborto, portatori anch’essi fin dal loro concepimento, degli stessi diritti dei bambini già nati e come loro “ soggetti capaci”, di ricevere nel grembo materno, il Battesimo “via ordinaria di salvezza” e sacramento “efficace” della fede amministrato dalla Chiesa per mandato divino dello stesso Gesù.
N o t a, su alcune ragioni della nostra speranza: Con l’Incarnazione, Dio non sta “fuori, alla porta”. La Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, il giorno 8 settembre 2008, con la Istruzione “Dignitas personae ”(n.1), ci ha detto che «Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte, va riconosciuta la dignità di persona»; in data 20 ottobre 1980, la stessa Sacra Congregazione per la Dottrina della fede, ci ha dato la Istruzione sul Battesimo dei bambini; - “Istruzione” che, a determinate condizioni, stabilite dalla Chiesa, è valida anche per i feti abortivi: perché il Diritto canonico ci dice che “capace di ricevere il battesimo è ogni uomo non ancora battezzato” (Con. 864); compresi “i feti abortivi, se vivono” (Canone 871) e in pericolo di morte, anche contro la volontà dei genitori, comunque siano cattolici o non cattolici (Canone 868 §2).
Guida - Il nostro aiuto è nel nome del Signore. - Egli ha fatto cieli e terra.
1° lettore - Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, per il Battesimo, dimori in me: io credo, amo, adoro, lodo e benedico Te, in me - abbi pietà di me, dei condannati d’aborto e del mondo intero.
Guida - Gesù, dall’alto della croce, a noi peccatori, l’Immacolata Madre, l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù.
2° lettore - Immacolata dello Spirito Santo, per il potere che l’eterno Padre ti ha dato sugli angeli e sugli arcangeli, salvaci (1°), proteggici (2°), guidaci (3°), santificaci (4°) e governaci Tu (5°); - mandaci una legione di angeli con a capo san Michele Arcangelo, san Domenico nostro Padre, santa Caterina da Siena, san Giacinto e tutti i Santi, affinché, nella Chiesa e con la Chiesa, siamo liberati dal maligno e guariti, per servirti nel modo che a Te è più gradito.
3° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù, Tu sai che io Ti amo, mi affido a Te: perdono, perdonaci Gesù.
Tutti - Gesù mio, - per la tua incarnazione, perdona le nostre colpe, - preservaci dal fuoco dell’inferno, - porta in cielo tutte le anime, - specialmente le più bisognose della Tua misericordia \\ e se vuoi Tu, con il Battesimo amministrato dalla Chiesa, - porta in cielo tutti i bambini - specie se nel grembo materno per malattia o aborto, - vengono condannati a non nascere più (Gv 3,4-5). \\ Figlio di Davide e “Dio con noi, Gesù, in sant’Anna e in sant’Elisabetta, nell’ultima Cena e sulla Croce, ciò che conta per il «posto» nel Regno, lo hai compiuto Tu.
Guida - Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata Madre, l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù.
(Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43). \\
* - O Maria, concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).
4° lettore - Gesù dall’alto della croce, come figli, ci ha affidati a Te Immacolata e nuova Eva: pensaci Tu, madre nostra e madre di Gesù. Recitiamo il Rosario pure per i condannati d'aborto (parte seconda)Guida ai Misteri della Gloria
Guida - Primo mistero - La Risurrezione di Gesù.
1° lettore - O Maria, a Gloria della Trinità e insieme con Gesù, che è risorto da morte per noi: salvaci.
2° lettore - La Risurrezione: “So che cercate Gesù il crocifisso: Non è qui. È risorto come aveva detto” (Mt 28, 5-6)
Coordinatrice dei canti,
- sul motivo di Lourdes: “I figli d’Adamo non gemono più; è vinta la morte, risorto è Gesù! Ave, Ave, Ave Maria.
Guida - Questa breve pausa di silenzio, è per quei “figli di Adamo” che sono i condannati di aborto: chiediamo che col battesimo diventino anch’essi da “figli” di Adamo peccatore, a figli della Luce e dell’unico Padre che è Dio.
Padre nostro (a cori alterni)…;
Tutti - 10 volte - Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù (Guida - breve pausa di silenzio, per ogni frutto del grembo che non viene benedetto e per malattia o aborto, viene condannato a non nascere più).
3° lettore - Gesù, che è risorto da morte per noi.
4° lettore - Per la tua Immacolata concezione: salvaci, o Maria.
Guida - dopo la decima Ave: Salvaci Tu Mediatrice grande, tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie: rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28), sii per noi, per i condannati d’aborto e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo e il suo popolo.
Tutti - Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. Gloria al Padre … ;
5° lettore - Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo: io credo, amo, adoro, spero, lodo e benedico Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto e del mondo intero.
6° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù, Tu sai che io ti amo: mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù.
Tutti - Gesù mio, per la tua Incarnazione …
Guida - Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata Madre, l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù
(Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43). \\
* - O Maria, concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).
Guida – Secondo mistero, L’Ascensione di Gesù:
1° lettore - O Maria, a Gloria della Trinità e insieme con Gesù che è asceso al cielo per noi: proteggici.
2° lettore - “Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio” (Mc 16, 19).
Coordinatrice dei canti,
- sul motivo di Lourdes, canto: “Dal cielo, ove ascese, Gesù tornerà, e il mondo e le genti Ei giudicherà! Ave, Ave, Ave Maria.
Guida – Questa pausa di silenzio è per la conversione di coloro che, per ignoranza o mala fede, praticano l’aborto e l’eutanasia.
- Padre nostro (a cori alterni)…;
Tutti - 10 volte - Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Guida - Questa breve pausa di silenzio, è per i bambini abortivi che nessuno benedice e sono condannati a morire: Gesù è asceso al cielo anche per essi.
3° lettore - Gesù, che è asceso al cielo per noi.
4° lettore - Per la tua Immacolata concezione: proteggici, o Maria.
Guida - dopo la decima Ave - Proteggici Tu Mediatrice grande, tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie: rivestici di Gesù (Gal 3, 27.28), sii per noi, per i condannati d’aborto e per tutti, come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo e il suo popolo.
Tutti - Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. Gloria al Padre … ;
5° lettore - Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo: io credo, amo, adoro, spero, lodo e benedico Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto e del mondo intero.
6° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo: mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù
Tutti - Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe … …
Guida - Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata Madre, l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù
(Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43). \\
* - O Maria, concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830).
Guida – Terzo mistero: Gesù invia lo Spirito Santo sulla Chiesa
1° lettore - O Maria, a Gloria della Trinità e insieme con Gesù che inviò lo Spirito Santo per noi: Guidaci
2° lettore - La Pentecoste. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti ripieni di Spirito Santo (At 2, 3-4).
Coordinatrice dei canti,
- sul motivo di Lourdes - “In noi, vieni o Spirito santificator: rinnova i prodigi del primo fervor. Ave, Ave ……
Guida – Questa pausa di silenzio, è per condannati d’aborto affinché ricevano anch’essi la grazia battesimale dello Spirito santificatore.
Padre nostro ( a cori alterni) …;
Tutti - 10 volte: Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù
Guida - breve pausa di silenzio, per una speciale “benedizione” alle mamme dei condannati d’aborto e in particolare a quelle che rifiutano di abortire.
3° lettore - Gesù, che ha inviato lo Spirito Santo per noi.
4° lettore - Per la tua Immacolata concezione: guidaci, o Maria.
Guida - Dopo l’ultima Ave: guidaci tu Mediatrice grande, tu Mediatrice fedele, tu Mediatrice di tutte le grazie, sii per i condannati d’aborto, per noi e per tutti come Rebecca per Giacobbe e come Ester per Mardocheo e per il suo popolo.
Tutti - Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen. Gloria al Padre … ;
5° lettore - Santa Trinità, unico Dio che come in un tempio della tua gloria, dimori in me per il Battesimo: io credo, amo, adoro, spero, lodo e benedico Te in me: abbi pietà di me, dei condannati d’aborto e del mondo intero.
6° lettore - Figlio di Davide e Dio con noi, Gesù,Tu sai che io ti amo: mi affido a Te, perdono, perdonaci Gesù.
Tutti - Gesù mio, per la tua Incarnazione. Perdona le nostre colpe … …
Guida - Dall’alto della croce a noi peccatori, l’Immacolata Madre, l’hai donata Tu: ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Signore Gesù
(Gv 19, 26-30; Prefazio dell’Avvento II/A; Mt 26, 26-28; Lc 22, 19-20.28-30; 23, 43). \\
* - O Maria, concepita senza peccato, (prega per i condannati d’aborto e) prega per noi che ricorriamo a te (Preghiera impressa sulla medaglia miracolosa, il sabato sera del 27 novembre 1830). |
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